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Articolo pubblicato il 17-05-2005
di Guido Donati

Numero 16 - Anno 2
17 Maggio 2005





Il vaiolo

Giovedì 19 maggio, a 209 anni dalla prima vaccinazione antivaiolosa e in occasione del XXV anniversario dall'eradicazione del vaiolo, si terrà a Roma il simposio "Il vaiolo e la vaccinazione in Italia"; si discuterà delle problematiche che riguardano questa malattia e dell'opportunità di produrre scorte sufficienti di vaccino antivaioloso utili in caso di ricomparsa del virus che potrebbe essere utilizzato da qualche gruppo terroristico quale arma di distruzione di massa, trovando una gran parte della popolazione completamente priva di immunità; infatti, in alcuni paesi la vaccinazione non viene più eseguita dal 1972. (Il vaiolo a 25 anni dalla sua eradicazione).

La prima epidemia di vaiolo di cui si sappia è del 1350 a C. durante la guerra fra egiziani e ittiti e determinò l'inizio della decadenza di questi ultimi. La trasmissione del virus pare avvenuta dai prigionieri egizi alla popolazione ittita(1). In maniera analoga il vaiolo fu determinante nella caduta degli indios in seguito all'introduzione da parte dei conquistadores di questa malattia fino ad allora sconosciuta in America.

Tucidite fu il primo ad osservare, durante l'epidemia del 430 a C., che la malattia determinava una lunga immunità in chi gli era sopravvissuto. Si capì, ben presto che si poteva cercare di rendere più forte la popolazione nei confronti del virus e vi sono testimonianze che già intorno al 1100 in Cina si praticasse una tecnica utile in tal senso, la vaiolizzazione. Veniva prelevato materiale dalle pustole di malati affetti da vaiolo in via di guarigione, quindi veniva polverizzato e soffiato nel naso di bambini. In seguito in tutto l'Oriente si diffuse la pratica di utilizzare il materiale delle pustole per infettare direttamente i bambini e all'inizio del settecento giunse da Costantinopoli in Europa; ma i risultati erano molto scarsi e molte volte i soggetti sottoposti al trattamento morivano.

Edward Jenner inoculò nel braccio del piccolo James Phipps, di appena 8 anni, il pus prelevato da un nodulo di una mungitrice immunizzandolo contro il vaiolo Si dovette attendere il 14 maggio 1796 per arrivare alla prima vaccinazione. Quel giorno Edward Jenner inoculò nel braccio del piccolo James Phipps, di appena 8 anni, il pus prelevato da un nodulo di una mungitrice immunizzandolo contro il vaiolo. Fino a quel momento morivano ogni anno, per questa malattia, migliaia di persone in tutto il mondo. Jenner aveva notato che i mungitori spesso si infettavano con il vaiolo bovino e sviluppavano una malattia meno grave di quella umana dalla quale divenivano immuni (2).

Nel 1967 è stato lanciato il più grande programma di vaccinazione di massa per questa malattia da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Da allora le vaccinazioni sono state condotte talmente su vasta scala che l'ultimo caso clinico risale al 1977 in Somalia. Così gli Stati Uniti hanno ritenuto opportuno sospendere le vaccinazioni fin dal 1972 e gli altri Paesi hanno via via seguito le stesse scelte. Il 6 maggio del 1980 l’Assemblea Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia e ha decretato che non era più necessaria la vaccinazione in nessun paese. Si decise, quindi, di confluire tutti i ceppi virali in due unici laboratori uno negli Stati Uniti e uno in Russia.

La vaccinazione di Edward Jenner Finora si pensava di aver superato il rischio di epidemie di vaiolo, ma ora questo incubo atavico ritorna, grazie a quella follia che ha spinto molti governi e organizzazioni a creare armi di distruzione di massa a basso costo: le armi biologiche. Realizzabili anche da un giovane studente che abbia appreso le minime cognizioni di sviluppo di una coltura batterica; infatti, con una semplice vasca di fermentazione si possono produrre enormi quantità di batteri patogeni che se ben distribuiti possono determinare epidemie su vasta scala.

A fini bellici sono state selezionate decine di specie di organismi patogeni per piante, per animali e per l'uomo, fra questi ultimi troviamo: il vaiolo, la febbre gialla, il botulino, il carbonchio, la morva e nuovi organismi biologicamente modificati; infatti, con lo svilupparsi della genetica si è riusciti a creare nuovi ceppi di microrganismi patogeni altamente resistenti e virulenti, contro i quali le nostre terapie sono ancora inefficaci.

Sir Jeffrey Amherst, comandante delle forze britanniche dislocate in Nova Scotia Il primo ad utilizzare il vaiolo quale arma di distruzione di massa fu Sir Jeffrey Amherst, comandante delle forze britanniche dislocate in "Nova Scotia", che nel 1763 fece rifornire i pellirossa con coperte infettate da vaiolo per scatenare un'epidemia. È rimasto celebre il discorso che formulò il 7 luglio di quell'anno a Fort Pitt: "Could it not be contrived to Send the Small Pox among those Disaffected Tribes of Indians? We must, on this occasion, Use Every Stratagem in our power to Reduce them.....You will Do well to try to Innoculate the Indians by means of Blanketts as well as to try Every other method that can serve to Extirpate this Execrable Race."

Oltre al rischio di contaminazione volontaria vi è anche quello accidentale. Nel 1979 a Sverdlosk, negli Urali a 1360 Km da Mosca, da uno stabilimento dell'unità militare 19 per la produzione di armi batteriologiche vi fu la fuoriuscita di bacilli del Carbonchio (Bacillus anthracis) dimostrando ancora una volta i rischi legati all'errore umano.

Quindi, la possibilità che il vaiolo ricompaia da qualche parte nel mondo non è così impossibile; bisogna, perciò avere scorte sufficienti di vaccino per poter vaccinare in tempo la maggior parte della popolazione al comparire del primo caso accertato; secondo il prof. Walter Pasini, Direttore del Centro OMS Medicina del Turismo "Oltre alla rapida diagnosi della malattia, il controllo di una eventuale epidemia deve basarsi sul rapido isolamento dei malati, sulla ricerca dei contatti e sulla vaccinazione, con i vaccini di nuova generazione, degli operatori sanitari e di tutti i soggetti potenzialmente a rischio"(3).

Di seguito riportiamo alcuni esempi di microrganismi patogeni utilizzabili come armi di distruzione di massa con le loro rispettive dosi letali

agente dose infettante incubazione (in giorni)
botulino 0,001 microg/kg (tipo A) 1-5
carbonchio 8.000-50.000 spore 1-5
peste 100-500 organismi 2-3
vaiolo 10-100 organismi 7-17





Bibliografia

  1. Hopkins D.R. Princes and Peasants: Smallpox in History. Chicago: Univ.of Chicago Pr.; 1983

  2. Edwardes E.J. A Concise History of Small-pox and Vaccination in Europe. London: H.K. Lewis; 1902

  3. Il Vaiolo: Malattia Eradicata ed Arma di Distruzione di Massa

  4. Aggiornamenti sul vaiolo e sulla campagna di vaccinazione in atto negli Stati Uniti del Centers for Disease Control and Prevention

  5. Documenti dell'Istituto Superiore di Sanità dedicati alle infezioni virali e al vaiolo

  6. Documenti del Department of Communicable Disease Surveillance and Response (CSR) dell’OMS sul vaiolo

  7. Quarto rapporto annuale dell'Advisory Committe sulla ricerca sul virus del vaiolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

  8. Linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

  9. www.oms.org




Autore: Dott. Guido Donati




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