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Articolo pubblicato il 17-01-2006
Carolina Turini
Numero 24 - Anno 3 17 Gennaio 2006
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Il Miracolo dei grappoli
VINO E RESVERATROLO
Le azioni terapeutiche del vino sono note dalla notte dei tempi,sia nella cultura
asiatica che europea. In questi ultimi tempi le ricerche su base biochimica
e molecolare hanno consentito di individuare il meccanismo d’azione delle sostanze
contenute nel vino favorevolmente attive come antiossidanti.
Tra i componenti del vino il Resveratrolo è il fenolo più noto dal punto di vista
terapeutico, tanto che la ricerca chimica sta individuando degli analoghi ai fini
della commercializzazione.
L’interesse in epoca moderna sui fenoli contenuti nel vino inizia con il rilievo
del cosiddetto paradosso francese : la minore incidenza di malattie cardiovascolari
nella popolazione del sud della Francia che consuma vino rosso, rispetto a popolazioni
con dieta simile,ma priva di vino. Dopo alcune diatribe sull’efficacia del vino
attribuita da alcuni alla componente alcoolica, una serie di ricerche cliniche ha
dimostrato maggiore efficacia del vino rispetto ad altri alcoolici (birra,whisky),
nella protezione dalle malattie cardiovascolari.
E’ da rilevare che nella comunità
europea si tende a sminuire l’effetto benefico del vino rispetto ad altri alcoolici,
teoria questa rappresentata anche nella stampa italiana. Nel 1997,ricercatori statunitensi
pubblicano sulla rivista « Science » una ricerca che dimostra l’arresto di crescita
di cellule neoplastiche umane in coltura, aggiungendo Resveratrolo.
Le ricerche iniziate in vitro sono continuate su molti tumori umani, e attualmente studi
clinici valutano il ruolo del Resveratrolo nella prevenzione dei tumori. Mentre in un
primo tempo si riteneva che l’azione antineoplastica fosse correlata alla inibizione
delle ciclo-ossigenasi 1 e 2,oggi si ritiene più probabile un meccanismo endocellulare.
La cancerogenesi inizia per l’azione di un fattore di proliferazione che, attraversata
la membrana cellulare, attiva una serie di enzimi (proteinchinasi), che inducono
la proliferazione atipica. Il Resveratrolo penetra anch’esso nell’interno della cellula
ed inibisce la trasformazione neoplastica, inducendo la morte cellulare programmata
(apoptosi).
Le azioni cosiddette salutistiche del vino sono dovute all’azione
di altri polifenoli, come la Quercitina e i Tannini, e ormai esiste una mappa ben
precisa dell’azione del vino sui vari organi.
L’impiego di modeste quantità di vino, in particolare vino rosso, riduce l’incidenza
della degenerazione maculare, causa di cecità. Sulla cute, è nota l’azione benefica
sull’eczema, e del tutto recentemente è stata dimostrata la prevenzione del tumore
cutaneo, indotto dagli ultravioletti ,nel ratto.
RESVERATROLO E INVECCHIAMENTO
Dalla Drosophila melanogaster all’uomo
Dopo il paradosso francese e l’ azione chemiopreventiva dei tumori l’interesse
dei rucercatori si è rivolto sull’allungamento della vita facendo studi sulla Drosophila
melanogaster Sin Clair ed il suo gruppo hanno notato che l’ aggiunta di Resveratrolo
all’alimentazione allungava la vita nel moscerino della frutta.
Tale allungamento si otteneva anche con la restrizione calorica, ma in questo caso
gli animali erano anche poco reattivi e non producevano uova.
La prima interpretazione è che il resveratrolo mimi l’azione di proteine che si
attivano nella restrizione alimentare. Indirettamente sono stati fatti
studi sulla longevità in Sardegna e sull’uso di un vino con alto contenuto in polifenoli.
Attualmente si prospetta che il resveratrolo entri nella cellula e riattivi i
geni tipo la P53 a cui è devoluta la riparazione del DNA.
Una particolare azione è sul cervello e nella prevenzione della demenza.
Queste azioni sono ben documentate nell’esperimento dell’ischemia-riperfusione
celebrale in cui la somministrazione di resveratrolo riduce i danni particolarmente
quelli legati all’infiammazione con aumento della parte connettivale rispetto a
quella neuronale.
RESVERATROLO
In attesa del farmaco
Il reveratrolo è una fitoalexina naturale presente nella buccia dell’uva,
negli acini e naturalmente nel vino. Il vino rosso contiene un’elevata concentrazione
di composti fenolici e tra questi i flavonoidi, come la quercitina, con
proprietà antiossidanti 90 volte superiori alla vitamina E.
L’efficacia farmacologica
del resveratrolo è in ordine de nanogrammi, sia nell’animale che nell’uomo
l’assorbimento avviene rapidamente nel tubo digerente facilitato dalla presenza di
alcool e raggiunge la massima concentrazione ematica dopo quattro ore. La diffusione
nei tessuti non è rilevante per le proprietà del resveratrolo di proteggere l’endotelio
e renderlo poco permeabile.
In relazione alle molteplici proprietà farmacologiche del
resveratrolo è indubbio l’interesse dell’industria alla realizzazione
di un prodotto di sintesi magari modificato nella struttura fisico-chimica
che ne potenzi alcuni effetti e con la possibilità di un uso parenterale.
I tempi in realtà saranno lunghi e pertanto sembra essere ragionevole l’ impiego
del resveratrolo naturale e del vino dosato come un farmaco.L’associazione del
vino alla dieta mediterranea rappresenta un interesse nutrizionale di rilievo
documentato da recentissimi studi inerenti il trattamento del diabete
insulino resistente.
La presenza di polifenoli fenoli tannini (PPT) rappresenta
un complesso alimentare capace di prevenire molte malattie della vecchiaia.
Come nasce l’idea e prime applicazioni cliniche
Nell’ambito delle sostanze naturali, un’azione particolarmente interessante
è svolta dalla Curcumina, estratta dalla radice di Curcuma Longa e nota per
i suoi effetti di riduzione del colesterolo, antinfiammatorio e antineoplastico.
Una caratteristica della Curcumina è quella di essere un capsacinoide, sostanza
che può attivare le fibre c amieliniche. Nell’intento di trattare pazienti con
carcinoma prostatico refrattario alla terapia ormonale, abbiamo, in base ai dati
della letteratura, creato un composto a base di Curcumina e Resveratrolo, chiamato
Capsures.
Durante l’assunzione di questo composto, i pazienti hanno rilevato l’attenuazione
,fino a scomparsa, della perdita dei capelli, una riduzione dell’incanutimento,
e la ricrescita in zone sede di calvizie. Un effetto benefico si è rilevato anche
nel trattamento della psoriasi. Le basi fisiopatologiche di questa azione del
Capsures risiedono nel rilievo che la desensibilizzazione alla nascita delle fibre
sensorie di ratti induce lesioni cutanee simili alle lesioni psoriasiche e quindi
la somministrazione di una sostanza che riattivi il trofismo cutaneo apre nuove
prospettive al trattamento delle lesioni cutanee.
Nella letteratura recente molti studi sperimentali indicano l’azione
favorevole sulla cute del resveratrolo ed è pertanto possibile che l’azione
della curcumina e del resveratrolo abbiano un potenziamento farmacologico.
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Autore: Carolina Turini
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