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Articolo pubblicato il 17-09-2006
di Fausto D’Aprile
Istituto di Cristallografie del CNR di Roma
e-mail: fausto.d’aprile@ic.cnr.it

Numero 31-32 - Anno 3
17 Settembre 2006





Rigore scientifico ed onestà intellettuale in Enrico Gavuzzo, chimico

Ad un anno dalla tragica scomparsa del Dr. Enrico Gavuzzo, amico e collega dell’Istituto di Cristallografia del CNR di Roma, vengono ricordati la figura umana e alcuni tratti del suo profilo professionale che maggiormente lo hanno caratterizzato come uomo e ricercatore scientifico.

Ad un anno dalla tragica scomparsa del Dr. Enrico Gavazzo, amico e collega dell’Istituto di Cristallografia del CNR di Roma, si sente il bisogno di ricordare con sincero affetto alcuni tratti della sua figura umana e del profilo professionale che maggiormente lo hanno caratterizzato come uomo e come ricercatore scientifico.

Nato a Roma nel novembre del 1943, aveva conseguito nel 1972, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, la laurea in Chimica con il massimo dei voti (110/110) discutendo una tesi sperimentale nel campo della Strutturistica Chimica.

Entrato nel 1973 come ricercatore CNR nei ruoli dell’allora Laboratorio di Strutturistica Chimica, in seguito trasformato in Istituto “G. Giacomello” ed ora Istituto di Cristallografia, egli ha svolto nel CNR una rilevante attività di ricerca sperimentale.

Autore di significativi studi e ricerche che hanno contribuito alla delucidazione degli aspetti strutturali e conformazionali di sistemi molecolari complessi di prevalente interesse biologico e farmaceutico, egli ha pubblicato 80 lavori scientifici su prestigiose riviste internazionali e 68 comunicazioni a Congressi.

Abile nel padroneggiare magistralmente le tecniche sperimentali di diffrazione con i raggi-X e sollecitato da una grande passione per la conoscenza scientifica, nella sua trentennale carriera ha svolto attività di ricerca anche presso alcuni dei maggiori laboratori di cristallografia europei, come ad esempio: il Laboratorio di Chimica Cristallografica dell’Imperial College of Science and technology di Londra, usufruendo di una borsa di studio CNR-NATO; il Laboratorio di Chimica Cristallografica dell’Università Cattolica di Louvain – La – Neuve (Belgio), nell’ambito di un accordo di cooperazione scientifica CNR-FNRS belga; il Laboratorio di Biofisica Molecolare della Università di Oxford, per collaborare ad un programma di ricerca nel campo della cristallografia delle proteine; ed ancora: il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) presso il DESY(Amburgo, Germania), usufruendo di un accordo di cooperazione scientifica CNR-Deutsche Forshungsgemeinschaft.

La prematura scomparsa lo ha colto nel pieno del suo impegno nella ricerca sperimentale, in particolare nello studio di inibitori potenti e selettivi di Metallo Proteinasi di Matrici mediante l’impiego di elevate competenze specialistiche chimico-fisiche, cristallografiche, di modellistica molecolare e di dinamica molecolare; competenze acquisite nel tempo attraverso una continua ed accurata formazione scientifica.

Anni di intenso impegno e di studi chimici, chimico-fisici e cristallografici effettuati anche su peptidi e psudopeptidi, calcoli di energia potenziale, hanno contribuito a formare il suo background culturale e trovato in fine la loro sintesi ed applicazione nella progettazione di inibitori pseudopeptidici, nella preparazione e studio cristallografico dei relativi complessi.

Nel periodo 1994 -’96 egli ha coordinato in ambito CNR, come Responsabile Scientifico, tematiche di ricerca come la “Progettazione mediante modellistica molecolare, sintesi e studio struttura-attività di nuovi potenti inibitori di Metallo Proteinasi di Matrice”. Negli anni successivi, nel pieno della sua maturità scientifica, ha coordinato la ricerca “Progettazione attraverso studi di modellistica molecolare di inibitori potenti e selettivi della Gelatinasi A” su contratto Tecnofarmaci ed Istituto di Strutturistica Chimica del CNR.

Nel novembre del 2001, per conto della Polifarma S.p.A, si è occupato di una nuova ricerca riguardante lo studio di nuovi potenziali inibitori di metalloproteinasi zinco-dipendenti, caratterizzati dalla presenza di nuclei aromatici atipici. Frutto di tali ricerche sono stati una serie di brevetti Polifarma-CNR, su scala nazionale ed estera (Europa, USA, Giappone).

Non trascurando minimamente il rapporto con i giovani, attratto dal problema del trasferimento delle conoscenze egli ha svolto con entusiasmo negli anni ’80 - su incarico della facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell’Università dell’Aquila – gli incarichi di insegnamento di Strutturistica Chimica, Analisi Conformazionale, Analisi Conformazionale di Molecole di Interesse Biologico.

Dotato di notevole spirito di iniziativa, alla particolare sensibilità e gioia di vivere, sapeva unire creatività e rigore professionale nel lavoro, impegno civile con quello politico-sindacale.

Mai sazio nella Sua ricerca intellettuale, egli era costantemente mosso dalla necessità di comprendere e di afferrare il mondo. Come ogni spirito creativo manifestava interesse per ciò che risultava sconosciuto o poco evidente. Sapeva affrontare i fatti sotto molteplici aspetti senza scartare a priori ciò che apparentemente non faceva parte dei suoi campi d'interesse.

Accettava frequentemente suggerimenti o le idee astratte degli altri. Poco attratto, in genere, dai particolari minori, si preoccupava invece più dei significati che delle loro implicazioni. Egli era interessato a cogliere l'essenza dei problemi fondamentali, non trascurando alcun avvenimento casuale. Persona creativa, dotata di una mente ricettiva, era aperta ai propri sentimenti ed alle proprie emozioni.

Vi era in lui il gusto del rischio e l'accettazione dell'errore, forse perchè sapeva che maggiore è il rischio più originale è l'esperienza. Sapeva quindi trasformare l'errore in fonte di scoperta o di avvenimento imprevedibile. Era convinto che l'errore, ben sfruttato e controllato, potesse diventare spunto di creatività e non portare invece all'inibizione dell'azione.

Come individuo creativo si concedeva a volte il gusto di scompigliare ciò che pareva logico e il diritto di reagire in modo fantasioso. Mente aperta, rivolta verso il fututro, sapeva adattarsi rapidamente ad ogni tipo di situazione dando prova di presenza di spirito, di franchezza e di un certo senso di umorismo.

A volte, il Suo essere creativo lo faceva apparire allo stesso tempo emotivo, ipersensibile ma stabile non lasciandosi condizionare dai giudizi altrui. Audace e combattivo nel lavoro di elaborazione, diveniva meditativo nei momenti di riflessione intensa. Sapeva adottare un atteggiamento analitico, logico e razionale, dando prova di notevole capacità di concentrazione.

Fondamentalmente di animo nobile, con intelligenza emotiva si è sempre dimostrato capace di superare le incomprensioni e le difficoltà del momento.

Per nulla affatto avaro del suo tempo con i colleghi tutti, egli ha lasciato un sensibile vuoto nella comunità scientifica ed in particolare tra coloro che hanno saputo apprezzarne le particolari doti umane e l’onestà intellettuale che lo hanno caratterizzato.


Autore: Fausto D’Aprile
Istituto di Cristallografie del CNR di Roma
e-mail: fausto.d’aprile@ic.cnr.it



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