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Peperoncino




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Articolo pubblicato il 31-04-2004
di Isabella Narcisi

Numero 2 - Anno I
31 Gennaio 2004





Peperoncino, passione di fuoco!

dalla polvere agli altari
La singolare storia del peperoncino

La riscoperta della bontà ed efficacia di questa solanacea sta nel fatto che essa è usata soprattutto come spezia: da qui il riconoscimento delle sue qualità da parte della medicina ufficiale.



Peperoncino sottolio



Fondamentale la presenza di vitamina C.
Storicamente la sua scoperta risale, per il mondo occidentale, al 1949.
È l’elemento principale della cucina regionale abruzzese.

Il peperone non ha certo origini così antiche o nobili come gli altri ortaggi. Proviene dalle Americhe, in particolare dal Brasile, ma la sua storia e la sua diffusione nel vecchio mondo differiscono da quella delle altre solanacee per avvicinarsi maggiormente a quella delle spezie, piante esotiche e preziose dal sapore deciso, usate per i cibi e per le proprietà terapeutiche.

In maniera specifica, ci occuperemo della storia del peperoncino e del suo uso, in quanto il peperone propriamente detto, costituisce una varietà selezionata solo in tempi relativamente recenti.

Come accennato prima, la comunione con le spezie, risale a prima della scoperta dell’America.

L’etimologia della parola spezia proviene dal latino species con il doppio significato di derrata alimentare o di merce speciale e di valore.

Più tardi questo termine verrà usato solo per indicare droghe e aromi, finchè i farmacisti, venditori di spezie medicinali, si guadagneranno il nome di speziali.

Come giustamente asserisce Ippocrate, la medicina è sicuramente nata in cucina: droghe e spezie, prima che per gli usi terapeutici diretti, sono state usate e commercializzate come condimenti che forniscono ai cibi sapore e agli uomini salute.

Per almeno 5 mila anni, le spezie (radici, bacche, cortecce, ecc.) sono state portate in Europa tramite le vie carovaniere che passavano dal Medio Oriente e un po’ per volta vennero definite come spezie orientali o arabe anche quelle che provenivano dalla Cina, dall’India, Da Ceylon. Una volta raggiunto il Mediterraneo, il commercio delle spezie fu di volta, in volta controllato da gruppi di mercanti che si arricchirono: Fenici, Arabi, Egizi e Romani.

LA DROGA DEI POVERI

Il primo occidentale che conobbe il sapore piccante del peperone fu il medico della seconda spedizione di Colombo, il dottor Chanca di Siviglia, che lo usò come condimento nel 1494. Ma fino al secolo XVI non venne conosciuto né usato dai grandi popoli della civiltà occidentale che non avevano mai aromatizzato le vivande con questo umile e allegro vegetale.

Meno di cinquant’anni dopo la sua scoperta, il peperoncino piccante era ormai diffuso e usato in tutto il vecchio Mondo come alimento medicinale. Furono i Portoghesi che piano, piano lo diffusero nelle ricche colonie del nuovo Mondo, da qui in India e in tutta l’Asia. La facilità della sua coltivazione lo fece presto diventare la droga dei poveri, di coloro, cioè che non potevano permettersi le costosissime spezie orientali o americane.

Col peperoncino la cucina povera trovò la sua grande occasione. Finalmente, ecco come dare un sapore ai cibi che non l’avevano, conservare la carne o mitigarne il gusto alterato in epoche di scarsa possibilità di conservazione; le sue proprietà disinfettanti erano un toccasana per le popolazioni di paesi caldi e poveri. Ancora oggi il peperoncino piccante è largamente utilizzato nella medicina tradizionale indiana.

I popoli ricchi, al contrario, non l’ hanno mai considerato elemento importante della cucina. Il suo forte sapore nascondeva il gusto di cibi raffinati. Inoltre, non venne solo bandito dalla gastronomia ricca, ma anche dai pregiudizi morali. I Puritani ed altre confessioni lo vietarono considerandolo eccitante e capace di risvegliare i sensi con poteri addirittura diabolici. Ancora oggi, in molti nostri dialetti meridionali, il peperoncino piccante viene chiamato diavolicchio.

La riscoperta del peperoncino è anche dovuta all’accettazione dell’efficacia dei suoi principi attivi da parte della medicina ufficiale. Il capsicum contenuto nel peperoncino, e alcuni derivati di questo, rientrano nella composizione di numerosissimi farmaci.

Nel mondo sono coltivate moltissime varietà di peperoncino piccante che differiscono per dimensione e forma del frutto. Spesso, quanto più è piccolo tanto più un peperoncino rosso si rivela piccante. Tra i piccantissimi ricordiamo: il tabasco, coltivato in Sud America e il diavolicchio dell’Italia meridionale, poi in ordine vengono: il pepe di Cayenna e i peperoncini del Cile.

OVUNQUE IL DIAVOLICCHIO

La caratteristica principale e cioè la parte piccante è dovuta alla presenza di un alcaloide, la capsaicina, che conferisce, oltre all’aroma bruciante, la facilità di digestione.

Oggi, il peperoncino si trova praticamente dappertutto: dalle bancarelle dei mercati ai negozi di frutta e verdure. Sicuramente una delle regioni in cui il peperoncino è l’elemento principe in cucina è l’Abruzzo seguito dal Molise, le Puglie, la Lucania, la Calabria, la Sicilia.

In Abruzzo quasi tutte le famiglie, tutte le case di campagna, le trattorie e i ristoranti possiedono almeno una collana di peperoncini rossi essiccati.

Gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sono la ricetta rapida e più accettata da ogni persona, a qualsiasi ora: a pranzo, a cena, persino a mezzanotte, dopo una serata tra amici.

ADDIRITTURA UN CLUB

Ma, oltre ai grandi consensi ricevuti in cucina, il peperoncino è stato apprezzato anche da poeti e letterati. Infatti, è stato protagonista di un pranzo destinato a rimanere storico: il pranzo-manifesto futurista organizzato dal poeta Martinetti e dai suoi epigoni. La serata artistico-gastronomica si svolse a Torino l’8 marzo 1931 per una accolita di artisti, letterati, giornalisti, belle donne, riunita per assaporare l’originalità assoluta di vivande che avrebbero dovuto eliminare la pastasciutta e tutti gli altri comuni piatti della tradizione e aprire nuovi orizzonti all’alimentazione italiana.

Tra le quattordici portate che accostarono i sapori più incredibili ai profumi meno alimentari, il peperoncino comparve con una fettina di prosciutto, un carciofino, un pezzetto di grissino e un biglietto arrotolato dentro un’arancia svuotata recante una massima futurista, era: l’Antipasto intuitivo. Un modo di utilizzare il peperoncino rimasto sicuramente unico, proprio per questo degno di essere ricordato; dunque peperoncino anti-accademico e d’avanguardia.

Il capitano Ettotre Luini, sostenitore e divulgatore delle virtù del peperoncino ha addirittura fondato il club di San Peperoncino che ha diverse filiali in tutta Italia.

Il club, oltre a programmare riunioni banchettali dove il capsico costituisce il tocco finale e perfezionante di molti menu, persegue le note finalità igieniche sostenute da Luini e stilate in un decalogo.

RICCO DI VITAMINA C

La sua popolarità è anche dovuta alle sorprendenti proprietà terapeutiche che gli vengono attribuite.

Forse non tutti sanno che la vitamina C fu scoperta proprio nei peperoncini. Queste piante sono così ricche di questo principio indispensabile alla vita, che fu proprio studiandone gli effetti che lo studioso ungherese Szent Gyorgyi scoprì questa importantissima vitamina. Tanto fondamentale che per questa scoperta gli venne attribuito il premio Nobel.

La vitamina C, infatti, è una sostanza assolutamente indispensabile al nostro organismo. Molto più che in varie verdure questo principio è contenuto nel peperoncino che, usato sempre a crudo, ne conserva intatte le proprietà: una spolveratine di polvere di peperoncino sui nostri cibi, oltre a conferire tutto il suo aroma, ci garantirà l’apporto giornaliero necessario di questa sostanza che ci difende dalle infezioni, da tutte le malattie da raffreddamento e dai disturbi cardiovascolari. Il peperoncino è in grado di migliorare e stimolare la circolazione: la sua azione vasodilatatoria, preziosa in tutti gli stati patologici legati al processo di invecchiamento, si esercita particolarmente sui capillari e svolge un efficace ruolo permettendo una migliore irrorazione delle varie parti del corpo.

Questa azione è rafforzata anche dalla presenza di vitamina PP che protegge l’elasticità dei capillari e di vitamina E che accresce la capacità di ossigenazione del sangue.

Dunque, il peperoncino è un presidio prezioso nella cura della fragilità capillare, nella prevenzione e cura delle emorroidi, nelle vene varicose, nel rafforzamento delle arterie e contro, perciò, l’arteriosclerosi e l’infarto.

Un’altra azione fondamentale è quella di equilibrare la pressione arteriosa.

L’uso del peperoncino, poi, per la presenza di lecitina, contenuta soprattutto nei semi, abbassa il tasso di colesterolo nel sangue, aumentando così il volume e l’elasticità delle arterie.

A livello gastrico, il peperoncino favorisce l’appetito e, nello stesso tempo, facilita la digestione. Il contenuto in vitamina K è fondamentale per quanto riguarda un’altra funzione del sangue, la coagulazione.

Il peperoncino a tavola e come alleato per la salute, vero dono del sole, offre, a chi ama la cucina piccante, infinite possibilità di sperimentazione. Spesso i famosi segreti dei grandi cuochi altro non sono che minuscole quantità di aromi insoliti, aggiunti in dosi non rilevate: e fra questi i vari tipi di peperoncino sono quelli che ricorrono con maggiore frequenza.

L’ASPETTO BOTANICO
Il peperoncino in giardino

Alcuni tipi di peperoncino presentano i peduncoli sui quali sono attaccati i frutti eretti: si tratta del peperoncino cinese, a frutti conici, gialli o rossi, del peperoncino a mazzetti (frutti a cornetto rossi), delle cerasele, a frutto sferico. Apprezzate molto anche per il loro valore ornamentale, queste piante possono essere coltivate all’aperto nel periodo primaverile o estivo e in vaso, nel periodo autunnale o invernale, riparandoli in serra ai primi di ottobre.

BELLEZZA E VIRTU’ TERAPEUTICHE

Potrà sembrare strano questo accostamento perché il peperoncino è una spezia troppo forte per pensare di poterla usare a scopi estetici, eppure la tradizione popolare ci tramanda ricette in cui è l’ingrediente principale.

Capelli

Gli abituali consumatori di peperoncino non hanno problemi di calvizie. Come cura preventiva in caso di predisposizione ereditaria ereditaria e per fermare in ogni caso la caduta dei capelli, niente di meglio che divenire abituali consumatori di peperoncino, rafforzando così anche la struttura dei capelli.

Cellulite

Argilla mescolata a peperoncino per ottenere fanghi iperattivi con cui fare impacchi sulle zone interessate. Massaggiando pazientemente con questo preparato gli in estetismi della cellulite spariranno.

Torcicollo

Fare spennellature sulla parte dolorante con un infuso all’8% (8 parti di peperoncino in 100 di acqua) di peperoncino, lasciate riposare per 25 minuti. È una buona cura anche nei casi di lombaggine.

PEPERONCINO E AMORE

Ma che cosa c’è di vero dietro la credenza che vuole il peperoncino dotato di portentosi effetti afrodisiaci? Sicuramente soltanto la fantasia di chi si lascia suggestionare dal sapore piccante e dal colore rosso.

Se vogliamo dare una spiegazione scientifica possiamo dire che il peperoncino è molto ricco di vitamina E, la cosiddetta vitamina della fecondità e della potenza sessuale.

Sicuramente, quindi, anche per questo motivo, si pensa che questa rigogliosa pianta possa risvegliare i sensi più sopiti.

…E PER FINIRE UN OMAGGIO POETICO E UNO FLOREALE

anche il Vate per eccellenza, Gabriele D’Annunzio, pregato di magnificare un brodetto di pesce alla sua regione, l’Abruzzo, dedicò un’ode, forse poco conosciuta, ma non per questo meno interessante, al nostro protagonista.

Ospite che a noi vieni, intelligente,
ed hai papilla tremula, sapiente,
questa che noi t’offriamo è la tepente
anco preziosa
salsedine del mare che si sposa all’aroma di terra generosa
e a quel che l’arca serba a noi prezioso pane croccante.
Nel glauco mare che già amaro in sante
Rampogne il Vate disse, nel sonante
Mare che specchia Febo italo amante
Divino ardente,
di tra i flutti prendemmo la silente figliolanza del cefalo lucente,
il turgido merlango paziente,
il gran testa,
l’orata a rombo, tutta d’or contesta,
il salifero scorfano, la mesta murena grassa dalla strana vesta
a maglie nere
degli scogli dell’Adria; dai fiorenti orti cogliemmo il timo,
i rossardenti diavoletti folli e le virenti erbette fini.
Il fuoco lento infine alle terrine porose demmo,
e il canto alle marine spiagge che vider navi anche col rostro,
nessun brodetto mai eguaglia il nostro!



Autore: Isabella Narcisi


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