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Articolo pubblicato il 17-01-2005
di Corrado Ruscica
Numero 11-12 - Anno 2 17 Gennaio 2005
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Dalle onde radio una nuova visione dell’Universo
Gli astronomi del Very Large Array (VLA) hanno mappato nel corso degli anni varie zone del cielo alle onde radio nel tentativo di esplorare l’Universo primordiale. Gli scienziati hanno pubblicato le prime immagini che coprono metà del cielo osservato da Socorro, nel Nuovo Messico.
Le mappe radio permettono di avere una nuova “finestra” attraverso la quale i radioastronomi si aspettano di rivelare oggetti astronomici come le radio galassie, che produco getti di materia dai loro nuclei, dove si ritiene esistano buchi-neri supergiganti, che si propagano nello spazio a velocità prossime a quelle della luce. Dalla determinazione delle distanze a cui esse si trovano si può risalire all’epoca di formazione dei primi buchi-neri nella storia dell’Universo.
Una galleria d’immagini radio delle galassie ottenute con i radiotelescopi del VLA. Le regioni più chiare indicano regioni di emissione di alta brillanza, mentre quelle in rosso scuro sono associate a quelle dove l’emissione radio è più debole. In tutti questi esempi, l’emissione radio si ritiene associata alla materia che si propaga nello spazio sottoforma di due getti a velocità relativistiche a causa della presenza nei nuclei di queste galassie di giganteschi buchi-neri. La forma e le dimensioni riflettono l’evoluzione della galassia, l’ambiente in cui essa si è formata e il materiale che è caduto nel buco-nero centrale. Credit: NRAO/AUI/NSF
Un altro dato importante che si può ottenere da queste mappe è l’osservazione di “aloni” e “resti” di collisioni galattiche negli ammassi di galassie. Anche in questo caso, questi dati ci possono fornire informazioni importanti sull’epoca di formazione delle strutture su larga scala.
Infine, la formazione di nuove pulsar, cioè stelle di neutroni in rapida rotazione, di pianeti massivi tipo-Giove, che orbitano in sistemi planetari, potrà essere rivelata attraverso l’emissione di intense onde radio, facilmente rivelabile con i radiotelescopi del VLA.
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Autore: Corrado Ruscica
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