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In data 17.04.08
Sirio
Anno 5
Edizione Aprile 2008
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Navigazione satellitare, la nuova bussola
Il recente accordo tra il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Giovanni Fabrizio Bignami e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo per l'avvio della seconda fase di realizzazione del Galileo Test Range, il laboratorio nazionale permanente per la sperimentazione e il supporto alla validazione del segnale Galileo e per lo sviluppo di applicazioni di navigazione e posizionamento, ha riproposto, almeno per un attimo all'attenzione, il tema del sistema di navigazione satellitare di cui l'Europa ha deciso di dotarsi e per il quale l'Italia ha stanziato, fino ad oggi, un finanziamento di oltre trecento milioni di Euro, ponendosi tra i maggiori sostenitori del sistema stesso.
Un attenzione e una curiosità ampiamente giustificata. Sul sistema l'Italia ha puntato molto, sia dal punto di vista industriale che politico: dal punto di vista industriale la Finmeccanica è coinvolta su due fronti: con Thales Alenia Space nella realizzazione dei satelliti, con Telespazio nel prospettivamente prosperoso mercato dei servizi. Politicamente invece l'Italia ha avanzato la sua candidatura ad ospitare l'Agenzia europea del sistema Galileo, il quartier generale della UE nell'ambito della Navigazione Satellitare. Tra valore industriale e politico sarebbe già di per se un bel risultato ottenere tale prestigiosa sede, se a ciò non si aggiungesse la prospettiva realistica di un cospicuo indotto occupazionale ed economico.
Proprio per questo la scelta di quale nazione dovrà ospitare l'Agenzia per Galileo è tutt'altro che semplice: Francia e Germania sono con l'Italia in competizione e nella scacchiera europea vanno considerati i ritorni industriali e di investimento. L'Italia s'è guadagnata una posizione ragguardevole, ma le altalenanti maggioranze politiche hanno probabilmente influito sulla capacità di incidere. A ciò si deve aggiungere un ritardo nella realizzazione della costellazione che, sebbene probabilmente fisiologico, certo non ha favorito lo scioglimento dei nodi a cui è legato il futuro del programma nella sua fase applicativa. Infatti il satellite Giove-B, previsto già in orbita da circa un anno, compirà il suo viaggio il 27 aprile prossimo, a tre anni da lancio del primo satellite della costellazione, Giove-A. Di questo passo, considerando che la costellazione a regime prevede 30 satelliti, ci vorranno 90 anni. Non sarà così ovviamente, ma un rischio c'è, se non si corre subito ai ripari. Quando l'ultimo satellite sarà lanciato, probabilmente il primo andrà sostituito, ma se non si mette mano alla pianificazione adesso, difficile credere che tra dieci anni siano pronti i satelliti di "ricambio".
Tornando allo scacchiere politico bisogna riconoscere che il Presidente dell'ASI, Giovanni Fabrizio Bignami, ha cercato, e in parte se non del tutto riuscendovi, di far uscire l'Italia dall'isolamento, grazie ad un vertice Italo-tedesco tra il premier Prodi e la cancelliera Merkel, durante il quale è stato siglato un accordo tra le due agenzie spaziali che "impegna Italia e Germania ad una collaborazione per cercare un'azione comune in Europa a partire dal programma europeo per le telecomunicazioni EGNOS, al sistema satellitare di navigazione GALILEO, come anche per il programma GMES per il monitoraggio per la sicurezza ambientale. Settori nei quali le due agenzie eccellono a livello mondiale".
In sostanza un "collaboriamo invece di marcarci stretto". Questo ha posto fuori gioco la Spagna che cercava di approfittare delle liti tra Italia, Francia e Germania e vedeva nella debolezza politica della prima, creata dalla politica poco europeista del precedente governo, l'opportunità per entrare nel gioco a scapito proprio del nostro paese.
Insomma la partita è ancora aperta e conterà il sostegno al programma da parte dei singoli paesi della UE. Bignami lo ha annunciato proprio in occasione dell'accordo con la Regione Lazio: "i soldi fin qui affidatici li abbiamo investiti tutti. Ne servono altri". E vi sono i perché: il sistema Galileo è un programma che permetterà un "giro di affari", passatemi l'espressione, di oltre 80 miliardi di euro nei prossimi venti anni, per non parlare dei benefici ai cittadini diretti e indiretti.
L'appuntamento per questa scelta sarà l'interministeriale di Novembre a Tolosa, durante la quale i ministri della ricerca o con relativa delega, decideranno dell'Europa spaziale per almeno i prossimi tre anni. Chiamato a presiedere il vertice il rappresentante italiano: non accadeva dal 1972.
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Autore: Sirio
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