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Intervista, professor Giovanni Fabrizio Bignami,Presidente,Agenzia, Spaziale Italiana




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In data 10.12.07
Chiara Di Mizio

Anno 4
Edizione Dicembre 2007





Il futuro dello Spazio italiano, parla Giovanni F. Bignami

Presidente Bignami, otto mesi di attività come Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana particolarmente intensi: Agile, Nespoli e il Nodo II, il lancio del laboratorio Columbus e la messa in orbita del secondo satellite della costellazione Cosmo Skymed: c'è di che essere soddisfatti?

Molto. Ritengo che come Europa e come Italia si debba essere orgogliosi. Con l'arrivo del laboratorio europeo la Stazione Spaziale Internazionale ha finito con l'essere esclusivo territorio americano e russo, ma è diventato anche territorio europeo a testimonianza di un ruolo e di un sostegno che il vecchio continente ha saputo e sa svolgere nello sviluppo di quello che è il più grande programma spaziale mai concepito, la ISS (ndr International Space Station) appunto. L'Italia in particolare, deve essere orgogliosa del suo contributo, perché in Europa e nel mondo rappresenta il paese che più ha creduto, dopo USA e Russia, a questo importante progetto. Il laboratorio Columbus è al settanta per cento italiano e tedesco, e più del 40% del volume abitativo della Stazione Spaziale Internazionale è stato realizzato nel nostro paese, sia grazie ad accordi bilaterali tra l'ASI e la NASA (i moduli logistici), sia per accordi trilaterali NASA-ESA-ASI (Nodo 2 e Nodo 3), sia infine per il ruolo dell'ASI in seno all'Agenzia Spaziale Europea, della quale l'Italia è il terzo paese contribuente dopo Francia e Germania. In particolare, il laboratorio Columbus, come anche i Nodi e la Cupola sono stati realizzati da industrie italiane a dimostrazione di una capacità tecnologica e di ricerca, che vede l'Italia tra i principali protagonisti al mondo.

Non è poco……

Già ma c'è dell'altro. Questa missione esalta tra l'altro il ruolo nella ricerca scientifica del Mars Center di Napoli, mentre la gestione ingegneristica in orbita del laboratorio europeo è stata affidata ad Altec, struttura creata proprio dall'ASI in collaborazione con Thales Alenia Space e la Regione Piemonte.

Mancano ancora dieci voli al completamento della Stazione Spaziale Internazionale… cinque anni sono quelli di utilizzo previsti e poi?

Nell'imminenza del completamento della Stazione Spaziale Internazionale, previsto per il 2010, si tratta ora di individuare le nuove strategie internazionali spaziali. E' un ruolo che anche l'Italia dovrà svolgere perché ha il peso e le capacità per incidere in Europa, e non solo, sulle scelte che dovranno vederci protagonisti nei prossimi decenni. Una discussione che è assai vivace per la sua importanza, poiché dovrà porre le basi non solo dello sviluppo tecnologico del nostro paese e dell'Europa ma del mondo intero. Come Italia e come ASI abbiamo conquistato un ruolo chiave nel settore spaziale, come dimostra appunto il lancio del secondo satellite della costellazione COSMO-SkyMed, programma tutto italiano e unico al mondo. E' un ruolo che stiamo svolgendo anche per altri grandi programmi come Galileo o come quello ambizioso, ma percorribile, della conquista umana di Marte. Per questo non saremo estranei alle scelte dei prossimi mesi, ma piuttosto protagonisti.

Parliamo proprio di Marte, sembra che la comunità spaziale, dopo le parole di Bush, si divida tra la Luna e Marte.

Forse all'inizio è stato così, credo che ormai sia più diffusa la convinzione che la prima sia propedeutica alla seconda, ovvero che la conquista della Luna sia funzionale alla conquista di Marte. Il tema ormai si è spostato proprio sulla scelta del momento intermedio per affrontare la sfida della conquista umana del pianeta rosso e se questa sfida voglia veramente essere percorsa. Dal 1972 nessun uomo è andato al di fuori dell'orbita terrestre. Non so ancora darvi una data su quando questo avverrà. Personalmente ritengo che molto conosciamo della luna, siamo in grado grazie alla missione europea Smart 1 di ricostruire la mappatura del nostro satellite. Abbiamo centinaia di chili di roccia lunare e nessun pezzo di roccia che possiamo dire prelevata su Marte. Ma il punto non è solo se andare a destra o a sinistra, è che per intraprendere una direzione o l'altra il mezzo di trasporto da prendere cambia. Per andare sulla luna è sufficiente la propulsione chimica, per portare l'uomo su Marte con l'idea di vederlo tornare sano e salvo, dobbiamo pensare a qualcos'altro come ad esempio la propulsione nucleare.

Eppure gli americani sembrano decisi……

Non è completamente vero neanche questo. Di contratti operativi non ne sono partiti da parte della NASA, siamo ancora agli studi di fattibilità. Per ora si chiude con la ISS, poi, dicono oltre oceano cominciamo a pensare al nuovo vettore spaziale e alle prossime tappe. Il dibattito è vivace e ancora aperto, e il settore spaziale ha un respiro mondiale…..

Per chiudere dovesse sintetizzare i compiti dell'ASI…..

L'Agenzia Spaziale Italiana fa ricerca e poi ne mette a disposizione i frutti. Questi frutti sono il futuro del paese e per questo futuro abbiamo fatto ripartire la voglia di spazio. Molti sono i progetti in ballo: dalla collaborazione con la Francia, a progetti come Sabrina e Nanofor, dalla ribadita nostra volontà di lanciare soltanto con vettori ESA che confermeremo alla prossima conferenza ministeriale del 25-26 novembre del 2008, all'ampliamento della base di accesso alle missioni spaziale. Un rimettersi in moto che però deve essere accompagnato anche dalla capacità di raccontarlo C'è una domanda di cultura spaziale che viene dalle nuove generazioni, una domanda alla quale noi dobbiamo dare risposta.


Autore: Chiara Di Mizio




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