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Bentornata AstroSamantha!

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200 giorni in orbita e più di 130 milioni di chilometri percorsi intorno alla Terra negli ultimi 7 mesi: Samantha Cristoforetti è tornata terrestre alle 15:44 dell’11 giugno, portando a casa una missione di successo e da record.

Oltre a essere la prima donna italiana tra le stelle, è l’astronauta ESA che ha trascorso più giorni consecutivi nello Spazio in un’unica missione. Allo stesso modo, ha superato il record di permanenza orbitale italiano, detenuto finora da Paolo Nespoli con 175 giorni complessivi in due missioni. Poi ha stabilito il nuovo record assoluto di permanenza nello Spazio per una donna, superando la quota di 195 giorni che era stata precedentemente raggiunta dall'astronauta Nasa, Sunita Williams.

La sua missione FUTURA, la seconda di lunga durata targata Agenzia Spaziale Italiana, è iniziata alle 22:01 del 23 novembre 2014: Samantha è rimasta quasi sette mesi a bordo della ISS in qualità di Flight Engineer e membro dell’equipaggio della Spedizione ISS 42/43. La sua missione si sarebbe dovuta concludere il 14 maggio 2015 ma, a causa di un incidente a una navetta cargo russa Progress, andata perduta dopo il lancio, il rientro della Soyuz con a bordo l’equipaggio della Spedizione 42/43 è stato rimandato. E proprio grazie a questo mese in più sulla Stazione, Samantha ha stabilito nuovi record.

 

Il viaggio di rientro attraverso l’atmosfera a bordo della navicella Soyuz è stato brevissimo: sganciandosi dalla Stazione alle ore 12:20, Samantha Cristoforetti, il comandante russo Anton Shkaplerov e l’astronauta della Nasa Terry Virts hanno ridotto la propria velocità di crociera da 28.000 Km/h a zero, nel corso di poco più di tre ore, e sono arrivati a destinazione nelle steppe del Kazakistan alle 15:44. Durante il percorso di rientro, la Soyuz, dopo il distacco fisico dalla ISS avvenuto alle 12:20, ha effettuato le manovre di allontanamento dalla Stazione e iniziato le procedure di discesa.  Alle 14:51 è iniziata la manovra di retroaccensione (de-orbit burn) necessaria a decelerare la capsula e uscire dall’orbita iniziale per discendere verso l’atmosfera terrestre. A 140 km di altezza i tre moduli di cui è composta la Soyuz si sono separati, e dopo circa 3 minuti è avvenuto l’ingresso in atmosfera del modulo di discesa con a bordo i tre astronauti. Ad una altezza di 10 km  si è aperto il paracadute che ha rallentato la discesa fino a una velocità di ca. 22 Km/h, che si è ridotta ulteriormente a 5 Km/h con l’attivazione finale dei retrorazzi a 70 cm di altezza dal solo. L’atterraggio è perfettamente avvenuto alle 15.44 nelle steppe del Kazakistan.
Appena arrivata a Terra, Samantha ha detto “mi sento bene, ma pesante”: la prima cosa che l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha percepito della Terra è stato, ha aggiunto, qualcosa di “speciale”, “un odore, un profumo”. Ed è un piccolo fiore bianco della steppa del Kazakhstan la prima cosa della quale ha voluto sentire di nuovo il profumo.
In Kazakhstan AstroSamantha ha affrontato i primissimi test insieme ai suoi compagni di equipaggio, l'americano Terry Virts e il russo Anton Shkaplerov. Sempre in Kazakhstan tutti e tre hanno fatto tappa nella città di Karaganda per i festeggiamenti di rito che danno il benvenuto, con cibi e costumi locali, agli astronauti che rientrano dalle missioni.

Dal Kazhakstan Samantha e il collega della NASA hanno preso un primo volo, durato sei ore e mezzo, che ha fatto scalo in Scozia, nell’aeroporto di Prestwick. Quindi sono ripartiti alla volta degli Stati Uniti, con un volo di quasi sei ore che ha fatto scalo nel Maine, nell'aeroporto di Bangor. Da lìsono ripartiti alla volta del Texas, diretti all'aeroporto di Ellington. Complessivamente il viaggio è durato circa 18 ore, ritardi compresi.
Ad accogliere Samantha Cristoforetti rappresentanti dell'ASI e alcuni dei suoi familiari, che l'astronauta ha riabbracciato dopo quasi sette mesi nei quali aveva potuto comunicare con loro solo tramite il telefono e Internet.  Ora Samantha è a Houston, negli Stati Uniti: qui avrà un periodo di riabilitazione per riadattarsi alla gravità terrestre, come tutti gli astronauti che rientrano dallo spazio, e sarà sottoposta a questionari, biopsie muscolari e altri test medici.

 

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