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Il mondo tecnologico e scientifico che conosciamo

Il 4 ottobre 1957 un oggetto di produzione terrestre orbitava per la prima volta al di fuori dell’atmosfera del pianeta Terra, dodici anni dopo,il 20 luglio del 1969, un uomo, George Armstrong, posava per primo il piede su un corpo celeste che non fosse il pianeta che aveva dato i natali al genere umano, la Luna. Due momenti fondamentali di un’era che oggi è denominata l’era spaziale.
 

In orbita non c'è crisi

Il mercato dei satelliti di osservazione della Terra è in pieno boom. Le previsioni degli esperti di settore

La crisi? Nello spazio non si sente, almeno a giudicare dall’andamento del mercato dei satelliti di osservazione della Terra. Con un fatturato mondiale che nel 2009 ha raggiunto il miliardo di dollari e si stima possa quadruplicare nel giro di pochi anni, il settore va a gonfie vele e si sta affermando come una delle principali leve per rilanciare la crescita economica globale dopo la fase di recessione. A snocciolare dati e previsioni è Euroconsult, azienda specializzata in analisi di mercato nel settore dei servizi satellitari che ha presentato il rapporto “Satellite-Based Earth Observation, Market Prospects to 2018” in apertura del convegno sul mercato mondiale dei satelliti in corso a Parigi dal 7 al 10 settembre.

 

La musica di Beethoven viaggia nello spazio

Nel 1977 – il 20 Agosto ed il 5 Settembre – furono lanciate nello spazio interstellare le due sonde gemelle Voyager, con l’obiettivo di studiare l’atmosfera dei pianeti, la loro struttura fisica, scoprire i campi magnetici e censire i loro anelli e satelliti. Ma le due sonde si persero nello spazio e non si sa più dove siano finite. 
Le due navicelle avevano al loro interno un messaggio per le civiltà che si pensava potessero incontrare. Il messaggio era registrato su di un disco di rame ricoperto d’oro che conteneva anche immagini, suoni, messaggi in 55 lingue diverse e 27 pezzi di musica. Tra i brani di musica che ancora navigano nello spazio infinito ci sono: 
 

BED-REST Modello per simulare gli effetti fisiologici dell’assenza di gravità sull'organismo

Si è da poco compiuto il quarantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna. Un evento epocale per l’umanità che ha segnato un nuovo traguardo raggiunto nel cammino della conoscenza.  Il 20 luglio del 1969, quando Neil Armstrong ha lasciato la prima impronta umana sul suolo lunare, non è stata solo la vittoria degli Stati Uniti sulla rivale Russia per la corsa allo spazio, ma ha rappresentato l’ affermazione dell’uomo nella sua infinita ricerca di esplorazione e conquista di nuovi territori, aprendo la strada nell’immaginario collettivo a una nuova era di pionieri spaziali. L’esigenza di superare i propri limiti e il gusto della scoperta sono insite nel DNA degli esseri umani e ormai da tempo gli Stati Uniti, l’Europa e la Cina  pensano  a nuove missioni sul nostro satellite e alla più grande delle sfide, la prima missione umana verso il pianeta rosso.

 

20 luglio 1969: la Luna

Il 20 luglio del 1969 l’uomo, con Neil Armstrong, metteva per la prima volta piede su un corpo celeste che non era la Terra. Quell’impresa apriva e chiudeva un’era. L’era della conquista dello spazio e della competizione tra USA e URSS. Quel primo fondamentale passo, che apriva l’uomo all’esplorazione umana del Cosmo, rappresentava però anche la implicita fine della corsa alla Luna. Poco più di tre anni dopo, con la missione Apollo XVII, si concludevano le missioni umane con obiettivo il nostro satellite e il mondo spaziale, allora unito verso quell’unico obiettivo, perdeva interesse verso il pallido chiarore della Luna, che tornava ad essere oggetto dei rimandi romantici a cui poeti e romanzieri e poi ancora cineasti, si sono ispirati. Il mondo spaziale tutto, in primo luogo ancora USA e URSS, rivolgeva la propria attenzione verso altri corpi celesti, Venere, Marte, Mercurio e poi Giove, lo stesso sole, mentre l’uomo nello spazio faceva scegliere alle due potenze spaziale vie diverse, lo shuttle, per gli USA, le stazioni orbitanti per l’URSS.

 

A caccia d'acqua sulla Luna

Occhi puntati sulla Luna in questi giorni. E non solo per ricordare la missione Apollo 11, che giusto quaranta anni fa (era il luglio del 1969) portava per la prima volta degli esseri umani a mettere piede sul nostro satellite naturale, ma anche e soprattutto grazie a due missioni della NASA, le prime a raggiungere la Luna (senza astronauti, ovviamente) dopo dieci anni, chiamate LCROSS (Luna Crater Observation and Sensing Satellite) e LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter). A loro spetta tra l'altro il compito di risolvere uno dei grandi punti interrogativi che ci restano sulla Luna, che per il resto è tutto sommato il corpo celeste che conosciamo meglio. Ovvero, c'è acqua lassù?

 

Come e quando su Marte cap. 2

Molte sono ancora le incognite di una viaggio umano su marte. Sia di tipo tecnologico, che di tipo scientifico, o meglio fisiologico.
Attualmente il viaggio di un sonda robotica sul pianeta rosso non può essere inferiore ai sei mesi. La distanza minima tra la Terra e Marte, ovvero quando i pianeti si trovano l’uno opposto all’altro è di 56milioni di chilometri e il razzo che avesse il compito di condurre un equipaggio umano sul suolo marziano non solo dovrebbe avere abbastanza energia per sfuggire alla gravità terrestre, ma anche per resistere all’attrazione solare. Inoltre il vettore dovrebbe avere una capacità di propellente tale da permettere all’equipaggio di lasciare il suolo di Marte vincendo la sua forza di attrazione, che sebbene minore di quella terrestre, è comunque importante. Con le attuali tecnologie è ora impresa ardua. Alcuni anni or sono è stata ipotizzata l’ipotesi di un razzo a propulsione nucleare, le cui incognite sono comunque tali che il progetto è stato per il momento accantonato.

 

L'eredità della Luna

Il 4 ottobre 1957 un oggetto di produzione terrestre orbitava per la prima volta al di fuori dell’atmosfera del pianeta Terra, dodici anni dopo,il 20 luglio del 1969,  un uomo, George Armstrong, posava per primo il piede su un corpo celeste che non fosse il pianeta che aveva dato i natali al genere umano, la Luna. Due momenti fondamentali di un’era che oggi è denominata l’era spaziale. Oggi, 52 anni dopo lo Sputnik, si riconosce a questa era di aver prodotto un balzo in avanti all’umanità non già eguale, ma superiore, all’evoluzione che il genere umano aveva conosciuto nei 500 anni precedenti. Quelli per intenderci della fine del geocentrismo con la rivoluzione copernicana, con l’avvento dell’astronomia grazie a Galileo,ma anche agli studi di Leonardo, la rivoluzione industriale, gli avanzamenti nello studio della medicina grazie a Pasteur e Fleming, allo studio dell’atomo e delle regole dell’universo grazie ad Einstein  e Fermi.

 

La Luna, vista dall'Italia

Venti luglio del 1969. La data che segna un prima e un dopo nell'esplorazione umana dello spazio. A dire il vero, in Italia era ormai il 21, le 4 del mattino del 21, quando Neil Armstrong faceva quell’ormai proverbiale piccolo, grande passo che cambiava per sempre la storia umana. Una diretta-tour de force di oltre 25 ore, prima volta nella storia della RAI aveva tenuto inchiodati tutti gli italiani davanti al televisore, seguendo momento per momento la missione Apollo 11, fino all’allunaggio (avvenuto sei ore prima, alle 22 circa ora italiana) e la discesa di Armstrong e Aldrin sul suolo lunare.

Tra loro anche alcuni spettatori decisamente interessati: alcuni già interpreti dell'avventura spaziale del nostro paese, o che ne sarebbero diventati protagonisti negli anni a venire. Per loro, ripensare lo sbarco sulla Luna a quaranta anni di distanza significa rivivere un momento che ha influenzato profondamente la loro vita professionale, e che ha finito per influenzare, per quanto indirettamente, il corso stesso delle attività spaziale italiane.

 

Luna: suggestioni

Quando l’uomo posò il piede sulla luna, mi sembrò strano. Non emozionante, non suggestivo: solo strano. Non mi sembrò un miracolo, ma una sfida. Forse perfino uno sfregio. Quell’impronta pesante, quella polvere sollevata come aria secca, quei gesti goffi: niente riusciva ad affascinarmi.
Tutti i miei compagni di classe lo erano, anche tutte le suore del convento delle Figlie della Misericordia dove mi trovavo. Ricordo anche un’immagine del Papa, Paolo VI, che alzava le mani esultando. Avevo nove anni allora. “Siamo arrivati sulla luna”, sentivo esultare intorno.

 

Quando e come su Marte cap.1

Che il genere umano finirà prima o poi su Marte è inevitabile. Non è certo l'esser comodo o utile quello che spinge gente dotata di spirito di avventura a raggiungere un determinato luogo.  L'Antartide è meno gradevole di Marte, il monte Everest non è un luogo di villeggiatura e le isole Kerguelen non scherzano neppur loro. Inoltre, per quanto oggi lo spirito di avventura appaia profondamente addormentato, non credo che sarà sempre così. E' per  spirito di avventura allo stato istintivo che alcune Tupaie abbandonarono gli alberi su cui abitavano venti milioni anni fa e s esero a scorrazzare  nelle praterie, vivendo arrischiatamente, acquistando la posizione eretta, ed infine producendo la gloriosa specie umana.
Dunque su Marte si andrà. Ma quando?

 

In tempo di crisi, la tecnologia si fa verde

Alla fine, potrebbe essere l’ambiente a guadagnarci di più dalla crisi mondiale. Le attività produttive all’insegna del risparmio energetico sembrano, infatti, essere la chiave per uscire dalla stagnazione. Salvando in un colpo solo sia l’economia, sia le risorse del pianeta.
Sulla scia del “new deal verde” di Barack Obama, che a pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca ha varato un piano per la produzione di automobili pulite che dovrebbe far risparmiare agli Stati Uniti almeno due miliardi di dollari l’anno, anche il nostro ministro dell’Istruzione. dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini ha annunciato la volontà di investire sulle tecnologie per la lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, promuovendo così la ripresa del paese. “Al G8 della scienza punterò molto sullo spazio e sulla green technology”, ha detto il ministro Gelmini, durante la recente visita all’ESRIN, il centro di ricerca dell’ESA di Frascati (Roma) dedicato alle attività di osservazione della Terra. Il vertice che a fine giugno vedrà riuniti a Milano scienziati, politici e rappresentanti delle principali potenze della Terra, ruoterà quindi intorno alle attività spaziali e alle tecnologie verdi, in perfetto accordo con la linea sposata lo scorso novembre alla ministeriale dell'ESA, del quale la Gelmini ha assunto la presidenza per il triennio 2009-2011.

 

La Soyuz all’equatore

Un pezzo di storia dell’esplorazione spaziale russa si trasferisce all’equatore. A partire dalla fine di quest’anno, infatti, il vettore russo Soyuz (ultima evoluzione della gloriosa famiglia di razzi che hanno letteralmente fatto la storia dell’avventura spaziale sovietica prima e russa poi) inizierà a lanciare anche da da Kourou, Guiana Francese, sede dello spazioporto europeo. Il sito di lancio, in costruzione dal 2004, è ormai agli ultimi ritocchi. Mancano solo i test finali di qualifica, previsti in autunno, e se tutto procede regolarmente il primo lancio commerciale sarà a dicembre.

 

Vittori nello spazio con Wall-e

Quando la Walt Disney/Pixar gli ha chiesto di recitare un cameo nella traduzione italiana di Wall-e, l’astronauta Roberto Vittori ha accettato al volo. Il cartone animato campione d'incassi nel 2008, vincitore del Golden Globe come miglior film d'animazione dell'anno e candidato a sei Premi Oscar, è una tenerissima storia d'amore tra il robot-spazzino Wall-e - rimasto solo su una Terra ormai disabitata e ridotta a una gigantesca discarica - e la fascinosa sonda spaziale Eve.

 

Esperimento di Isolamento/confinamento per la simulazione a Terra di una missione spaziale. Il progetto internazionale MARS500

La difficoltà di realizzare insediamenti permanenti o missioni prolungate non e' solo relativa alla soluzione dei quesiti posti dagli eventuali limiti fisiologici, ma anche alla definizione dell'ambiente e dei sistemi necessari all'uomo per lavorare efficacemente. Tale lavoro può essere svolto a livello individuale o come parte di un’equipe capace in cui si deve mantenere un equilibrio psicologico nelle condizioni espresse dal volo spaziale.
Questo ambiente presenta caratteristiche inusuali che possono influenzare e modellare una nuova cultura. I voli spaziali richiedono, infatti, una separazione dall'ambiente sociale abituale, un confinamento entro spazi ristretti, la ripetitività delle attività quotidiane, la perdita della privacy e un numero limitato di compagni di lavoro. Per quanto potremmo modificare l'ambiente a seconda dei nostri desideri, lo spazio inevitabilmente porterà con sé caratteristiche peculiari che daranno comunque luogo a microsocietà diverse da quelle terrestri.

 

L’anno degli anni

Ma che anno sarà esattamente il 2009? No, per una volta la domanda non riguarda se e quando inizierà la ripresa economica. Tantomeno per quali segni zodiacali sarà un anno memorabile e per quali uno da dimenticare. La questione è: a quale causa appartiene quest’anno, appena iniziato e già conteso tra almeno quattro tematiche?

 

L’anno spaziale che verrà

Il 2009 sarà un anno di celebrazioni e di importanti appuntamenti per lo spazio. Ma sarà anche e soprattutto un anno di intensi preparativi dietro le quinte in vista delle grandi missioni che spiccheranno il volo nel 2010. Sul fronte delle celebrazioni, quest’anno segna un doppio, importante anniversario: quattrocento anni dalle prime osservazioni al telescopio da parte di Galileo Galilei (questa ricorrenza ha fatto sì che il 2009 venisse dichiarato dalle Nazioni Unite Anno internazionale dell’astronomia), e quaranta anni dallo storico sbarco sulla Luna dell’equipaggio dell’Apollo 11.

 

Cosmo skymed si fa in tre…dimensioni

Tre satelliti sono meglio di due. Se già nell’ultimo anno, con due satelliti in orbita, COSMO-SkyMed, il sistema satellitare per l’osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana, era in grado di offrire servizi e prodotti impensabili per un satellite singolo, con il lancio del terzo satellite, partito il 24 ottobre scorso dalla base californiana di Vandenberg, le sue capacità di acquisizione di immagini crescono ulteriormente. Fino a 1350 immagini radar al giorno della superficie terrestre e, soprattutto, la possibilità di sperimentare una nuova modalità di acquisizione, che aggiunge una dimensione alle immagini prodotte dal sistema. Il terzo satellite (da ricordare che un quarto seguirà all’inizio del 2010, completando il sistema) è stato infatti posto su un’orbita (in gergo si chiama tandem-like) che permetterà di sperimentare l’interferometria in combinazione con uno dei satelliti già in orbita; questa configurazione consentirà cioè di osservare la medesima zona geografica in due giorni successivi e con angoli di vista leggermente differenti per misurare eventuali deformazioni della superficie terrestre.

 

Dieci anni di Stazione Spaziale Internazionale

Sono trascorsi 121 mesi dal venti novembre del 1998 con il quale si dava il via alla realizzazione della più grande impresa spaziale che il genere umano avesse intrapreso, la costruzione di una stazione orbitante capace di ospitare stabilmente sei astronauti e che univa in tale impresa le due superpotenze spaziali, USA e URSS (o meglio ex URSS) oltre a altri undici paesi più l'Europa nei paesi componenti l'Agenzia Spaziale Europea.

 

 

L'Europa dello spazio investe sul futuro

Il principale risultato della ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea svoltasi il 25 e 26 novembre scorso in Olanda a L'Aja non è stato il raggiunto finanziamento di poco meno di dieci miliardi di euro delle sue attività obbligatorie e facoltative, un obiettivo assai ambizioso a poche ore dall'inizio del vertice, quanto piuttosto la scelta dei paesi membri dell'ESA di investire in ricerca e tecnologia, quindi sul futuro, in un momento in cui la crisi economica internazionale dava adito invece  a consigli molti più prudenti.

 

 

 

Il modulo Leonardo ancora una volta in orbita

E’ stato un lancio spettacolare a dare l’inizio alla nuova missione del modulo Leonardo, il capostipite della flotta di moduli logistici realizzati per l’Agenzia Spaziale Italiana da Thales Alenia Space, a bordo dello shuttle Endeavour.
Mentre la partenza dello shuttle è avvenuta con successo venerdì alle 19.55 locali (ore 1.55 italiane) dal Kennedy Space Centre di Cape Canaveral, in Florida, l’arrivo del modulo alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è stato invece registrato nel quarto giorno di viaggio.

 
 
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