» E-mail Scienzaonline.com
circe
Circuito Banner non attivo




  Home Page
  Redazione
  Contatti


powered by FreeFind

  Archivio
  Abbonamenti
  Autori
  Pubblicità




Utilità

 I Siti Web consigliati da Scienzaonline.com Link di Scienza
 Sfondi desktop Gratis per il tuo Pc Sfondi Desktop
 Programmi gratuiti per il tuo PC Programmi


Torna al Sommario degli articoli della Sezione

Articolo pubblicato il 17-04-2005
di Filippo Terrasi
Ordinario di Fisica Applicata ai Beni Culturali e Ambientali
Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli
Responsabile dell'Area Diagnostica del Centro di Competenza Regionale INNOVA

Numero 15 - Anno 2
17 Aprile 2005





CIRCE: un nuovo laboratorio per lo studio dei beni culturali e ambientali

E' recentemente entrato in funzione a San Nicola La Strada (Caserta) un nuovo sistema di spettrometria di massa ultrasensibile (AMS, Accelerator Mass Spectrometry), basato su un acceleratore tandem da tre milioni di Volt, che consente, tra l'altro, di datare con elevata precisione reperti di origine organica di età non superiore a circa 50.000 anni. L'installazione di questa apparecchiatura di avanguardia si inquadra nel progetto di potenziamento delle strutture di ricerca del Centro di Competenza INNOVA della Regione Campania, ed è stata curata dal Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli.

Essa costituisce la punta di diamante del Centro di Ricerche Isotopiche per i Beni Culturali e Ambientali (CIRCE), costituito da un sistema integrato di laboratori che opera nel settore della ricerca e dei servizi ad alto contenuto tecnologico applicati allo studio e alla conservazione del patrimonio culturale e ambientale. Nel centro si stanno concentrando una serie di apparecchiature all'interno di laboratori di trattamento dei campioni in condizioni di bassissima contaminazione, di Spettrometria di Massa convenzionale (IRMS), di Spettrometria laser, di Ecologia, di Radioattività ambientale, di Botanica ambientale, di Cartografia territoriale, di Geologia e di Pedologia. Tali laboratori usufruiranno di infrastrutture tecniche comuni e potranno costituire un centro integrato di servizi per l'Archeologia e l'Ambiente in grado di offrire servizi di analisi ad alto contenuto tecnologico, effettuare attività di ricerca e sviluppo per ampliare la gamma dei servizi offerti, sviluppare metodologie e tecniche per il trasferimento tecnologico, formare personale ad alta qualificazione, agire da polo di attrazione per attività di incubatore di impresa, dare luogo a spin-off di ricerca.

Fig. 1 - Il sistema di spettrometria di massa con acceleratore CIRCE

Fig. 1 - Il sistema di spettrometria di massa con acceleratore CIRCE

L'AMS è una tecnica analitica che consente la misura dell'abbondanza di isotopi rari, presenti in natura o prodotti artificialmente, a livelli dell'ordine di 10-15 rispetto ai corrispondenti isotopi abbondanti. Tali rapporti isotopici costituiscono, in una grande varietà di casi, degli indicatori molto sensibili di processi naturali e/o antropogenici che hanno caratterizzato nel passato l'evoluzione dell'ecosistema terrestre e l'attività umana. Di particolare rilevanza è la misura dell'abbondanza isotopica del 14C, che costituisce un cronometro naturale le cui applicazioni si estendono su un vasto spettro di campi di indagine, dall'archeologia alla climatologia, dall'idrologia all'oceanografia, dalla paleoantropologia al paleomagnetismo, dalla fisica ambientale alla vulcanologia. Il metodo offre grandi possibilità di indagine nello studio di problemi complessi di grande attualità, quali il cambiamento climatico su scala globale, le risorse idriche, la qualità dell'aria, l'impoverimento dell'ozono atmosferico, ma l'applicazione più diffusa e più nota della misura dell'abbondanza relativa del 14C consiste nella determinazione con elevata precisione dell'età di reperti.

Il metodo del Radiocarbonio

La datazione di reperti di varia natura di età compresa tra 0 e circa 50.000 anni può essere effettuata utilizzando il metodo del Radiocarbonio, purché essi contengano Carbonio di origine organica, come è il caso per carbone, legno, tessuti, ossa, paleosuoli, etc. Il carbonio presente in natura è costituito da due isotopi stabili (il 12C per il 98.9% e il 13C per l'1,1%), ed uno radioattivo, il 14C, che ha una vita media di 8266 anni ed un'abbondanza inferiore a una parte su 1012. Il Carbonio contenuto in tutti gli organismi viventi della biosfera terrestre ha, grazie ai processi di scambio che caratterizzano il ciclo biologico dell'elemento (fotosintesi e metabolismo di piante ed animali), la stessa composizione isotopica del carbonio dell'anidride carbonica atmosferica1. I neutroni secondari prodotti dalla interazione dei raggi cosmici con l'atmosfera, interagendo a loro volta con un isotopo dell'azoto atmosferico (14N), danno luogo, prevalentemente nella stratosfera ad alte latitudini, alla produzione di 14C tramite una reazione nucleare di scambio carica (n,p). Il 14C radioattivo si lega all'ossigeno atmosferico formando una molecola di 14CO2; studi sulla circolazione su grande scala dell'atmosfera hanno mostrato che sono sufficienti pochi anni perché l'anidride carbonica così prodotta sia perfettamente mescolata a quella contenente gli altri isotopi del Carbonio, così che il rapporto isotopico 14C/12C dell'anidride carbonica atmosferica è indipendente dalla latitudine, longitudine e altitudine considerate.

Nel corso dei primi millenni seguenti la formazione dell'atmosfera terrestre, il bilancio tra produzione e decadimento radioattivo del 14C ha raggiunto l'equilibrio, in modo che, se si suppone che il tasso di produzione di radiocarbonio non abbia subito variazioni nel tempo2, il rapporto isotopico 14C/12C dell'anidride carbonica atmosferica può essere considerato costante almeno da alcune centinaia di migliaia di anni a questa parte. In base a quanto detto sopra, anche il carbonio di un organismo è caratterizzato da un rapporto isotopico costante fino alla sua morte biologica. Da questo momento in poi, invece, il rapporto isotopico decresce continuamente secondo la nota legge esponenziale caratterizzata dalla vita media del 14C.

E' chiaro quindi come dalla misura del tasso di decadimento (metodo radiometrico) o dell'abbondanza relativa (spettrometria di massa) attuali in un reperto è possibile ottenere il tempo trascorso dall'evento considerato. Con il metodo radiometrico il rapporto isotopico è misurato attraverso il conteggio delle particelle ß emesse dal 14C contenuto nel campione, effettuato in un contatore. Per un campione relativamente recente, al fine di ottenere una precisione dell'ordine di alcune decine di anni sono tipicamente necessarie almeno alcune decine o centinaia di grammi di carbonio e alcune decine di ore di misura.

La Spettrometria di Massa con Acceleratore

L'identificazione ed il conteggio diretto degli atomi di 14C presenti nel campione è invece possibile, con quantità che in molti casi sono inferiori al milligrammo, utilizzando un acceleratore come elemento base di uno spettrometro di massa ad alta energia. La tecnica AMS è detta ultrasensibile proprio perché, sfruttando le elevate energie impresse dall'acceleratore alle specie atomiche e molecolari estratte dal campione, consente di ridurre drasticamente il fondo di isobari e isotopi interferenti. Il problema, infatti, è identificare gli ioni di 14C rispetto alle altre specie atomiche e molecolari di massa vicina. Anche se questi contaminanti sono presenti in traccia nel campione, essi saranno in ogni caso di molti ordini di grandezza più abbondanti dell'isotopo raro. Si pone quindi il problema di sopprimere con altissima efficienza tali interferenze tramite una analisi dispersiva. Nei sistemi AMS ciò è realizzato facendo subire al fascio di ioni, nel suo percorso dalla sorgente fino al rivelatore finale, una serie di deflessioni da parte di campi elettrici e magnetici che costituiscono dei "filtri" la cui combinazione si traduce in una straordinaria sensibilità selettiva. E' così possibile identificare e contare individualmente, nel rivelatore finale, gli atomi di 14C presenti nel campione e quindi la sua abbondanza rispetto all'isotopo stabile, che fornisce una misura dell'età del reperto.

Fig. 2 - La sorgente di ioni dell' acceleratore CIRCE

Fig. 2 - La sorgente di ioni dell' acceleratore CIRCE

La precisione così raggiungibile nella determinazione dell'età è dell'ordine di 25-30 anni, per campioni relativamente recenti. L'intervallo di età misurabili si estende fino a circa 50.000 anni, ricoprendo quindi completamente il periodo in cui l'Homo Sapiens Sapiens si è evoluto sul nostro pianeta. Le piccole quantità di materiale necessario per la datazione rendono possibili analisi virtualmente non distruttive di oggetti unici, maggiore libertà di scelta del materiale da datare, cui consegue la possibilità di una migliore correlazione con il contesto archeologico-ambientale, la possibilità di effettuare misure su più campioni o frazioni dello stesso materiale o date multiple su reperti in relazione temporale tra di essi. Le caratteristiche citate fanno dell'AMS uno strumento di indagine molto potente a disposizione degli studiosi dell'evoluzione passata dell'ambiente in cui l'uomo ha vissuto, delle sue attività e delle interazioni tra diverse civiltà. Inoltre, l'immissione in atmosfera di grandi quantità di 14C che ha avuto luogo tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 a causa degli esperimenti di esplosioni nucleari in atmosfera (bomb spike) ha fornito un marker temporale che può essere utilizzato per tracciare una grande varietà di fenomeni naturali su base temporale molto più breve della vita media del radionuclide, grazie ai tempi caratteristici della diluizione della CO2 dal serbatoio atmosferico ad altri serbatoi coinvolti nel ciclo globale del carbonio (biosfera ed idrosfera).

Le attività del laboratorio CIRCE

Il sistema recentemente installato consente di ottenere prestazioni, sia in termini di precisione dei risultati che di numero di datazioni effettuabili, largamente superiori a quelle già ottenute dallo stesso gruppo in precedenti programmi di ricerca utilizzando un sistema AMS installato presso il DTL dell'Università di Bochum (D). Sarà quindi possibile avviare, accanto ad una attività di servizio ad alto contenuto tecnologico, una serie di progetti di ricerca multidisciplinare sia nel settore archeologico che in quello ambientale. L'attività di servizio riguarda soprattutto la datazione di reperti di particolare interesse storico, artistico e archeologico.

Fig. 3 - Il papiro di Epicuro rinvenuto nella villa dei papiri di Ercolano, datato con AMS

Fig. 3 - Il papiro di Epicuro rinvenuto nella villa dei papiri di Ercolano, datato con AMS

Un vasto programma di indagine riguarda la ricostruzione della cronologia delle culture del periodo Eneolitico e della Prima Età del Ferro in Campania, ed integra uno studio già condotto sul Bronzo antico, ed in particolare sulla facies di Palma Campania. L'attività eruttiva del Vesuvio e dei Campi Flegrei ha innumerevoli volte interferito con il popolamento pre-protostorico della Campania centrale prima del famoso evento del 79 d.C. Potenti eruzioni ed eventi vulcanici minori hanno infatti sepolto sotto strati di ceneri e pomici ecosistemi preesistenti e hanno più volte conservato le testimonianze della presenza e dell'attività dell'uomo. Nel sito di Croce del Papa (Nola) scavi recenti hanno portato alla luce un eccezionale villaggio del Bronzo Antico, perfettamente conservato, rimasto sepolto dai prodotti dell'eruzione delle "Pomici di Avellino", avvenuta circa 4000 anni fa. Utilizzando un reperto a "vita breve" (una capra sepolta dalle pomici nel villaggio Croce del Papa) si è potuto confermare la data dell'eruzione (3683 ± 96 BP): la misura ottenuta per il nuovo periodo probabile dell'eruzione è completamente in accordo, all'interno degli errori sperimentali, con le indicazioni provenienti sia da studi archeologici che da precedenti datazioni di reperti prelevati dalla stessa zona. Scoperte recenti nel nolano, in particolare a S. Paolo Belsito (loc.Monticello) e

Fig. 4 - Il recinto delle capre rinvenuto nel sito di Nola

Nola (Masseria Rossa), documentano un ritorno delle popolazioni in prossimità di aree frequentate al momento dell'eruzione, la cui tipologia di materiale ceramico e bronzeo farebbe supporre un ritorno rapido della ripresa antropica. Le prime fasi dell'eruzione hanno permesso agli abitanti di Nola tempi sufficienti per la fuga, consentendo un più rapido reinsediamento antropico a Masseria Rossa rispetto a San Paolo Belsito Infatti, le datazioni radiocarboniche suggeriscono che il reinsediamento a Nola (Masseria Rossa) è avvenuto in tempi più brevi (3470 ± 85 BP; 3480 ± 100 BP) rispetto a quello di S. Paolo Belsito (3320 ± 80 BP; 3300 ± 60 BP).

Un altro progetto di ampio respiro riguarda la costruzione di curve di riferimento dendrocronologiche. Come detto sopra, la datazione di reperti con il metodo AMS fornisce risultati che sono tipicamente affetti da errori statistici sull'età di circa 25-30 anni, per campioni databili fino ad alcune migliaia di anni. Il grosso vantaggio della tecnica è di essere praticamente non distruttiva e di applicabilità generale a qualsiasi reperto di origine organica. Un'altra peculiarità del metodo è che il risultato della datazione è totalmente indipendente dalla localizzazione geografica del reperto. Al contrario, la datazione dendrocronologia di legni consente una accuratezza nella determinazione dell'età relativa che può arrivare ad un anno, se la risoluzione consente l'osservazione dei singoli anelli di accrescimento. Per contro, la tecnica non consente una datazione assoluta (se non si conosce la data esatta dell'anello più esterno, come avviene di solito salvo nel caso di un albero ancora in vita) e, soprattutto di essere basata su sequenze di spessori degli anelli di accrescimento che variano da una zona climatica ad un'altra. Il problema dell'"aggancio" della serie dendrocronologia relativa ad una età assoluta viene di solito affrontato confrontando la oscillazioni della sequenza con quelle di serie dendrocronologiche calibrate nella stessa zona climatica. Una tale mappatura sistematica in area mediterranea è carente, e si ricorre di solito a mappature centroeuropee, che potendo essere influenzate da condizioni climatiche affatto diverse, possono condurre ad errori o incertezze anche rilevanti. La possibilità di effettuare centinaia di datazioni radiocarboniche su sequenze dendrocronologiche tipiche di ambiti climatici diversi può fornire, attraverso il riconoscimento delle oscillazioni tipiche del tenore di radiocarbonio in atmosfera, la ricostruzione di una mappatura utilizzabile in ambito locale con affidabilità molto maggiore di quella oggi ottenibile.

Fig. 5  - Carotaggio ed analisi di anelli di accrescimento di alberi

Fig. 5 - Carotaggio ed analisi di anelli di accrescimento di alberi

Nell'ambito della problematica dei cambiamenti ambientali globali, l'AMS può fornire un importante contributo allo studio del ciclo globale del carbonio. In particolare, lo studio delle risposte della vegetazione all'aumento della concentrazione atmosferica di CO2 ed i possibili effetti di feedback sui cambiamenti climatici globali viene condotto, in vari paesi del mondo, in installazioni (F.A.C.E Systems; O.T.C., etc.) nelle quali la concentrazione atmosferica di CO2 è incrementata in modo artificiale o naturale.

Fra questi ultimi, il sito di Lajatico (PI) offre una concreta possibilità per la comprensione degli effetti dell'incremento della CO2 sulla vegetazione caratteristica del bacino mediterraneo (Macchia). Tutti gli studi condotti in questo sito hanno utilizzato come ipotesi di lavoro l'assunto che le emissioni di CO2 dalla scaturigine si fossero mantenute più o meno costanti nel tempo e che, quindi, la vegetazione avesse subito, durante il suo sviluppo, una esposizione ad un atmosfera arricchita costantemente della stessa quantità in CO2 (ipotesi di esposizione costante). Al fine di verificare l'ipotesi di esposizione costante, è stata effettuata una ricostruzione storica dei livelli di concentrazione di CO2 nell'atmosfera del sito di Lajatico ricorrendo ad una misurazione del tenore di 14C in carote di legno estratte da alberi cospecifici (Quercus pubescens L.) cresciuti in prossimità della sorgente di emissione e distante da questa (i.e. dove non si verifica più arricchimento) lungo un transetto.

Questa operazione è resa possibile dalle forti differenze tra le due sorgenti concorrenti all'arricchimento (atmosfera ed emissione fossile) in termini di marcatura isotopica per il 14C. Considerando che ciascun anello di legno conserva intatta nel tempo la composizione isotopica dell'atmosfera da cui ha estratto la CO2 utilizzata per sintetizzare nuova biomassa, mediante la datazione dendrocronologica delle carote è stato possibile ottenere i riferimenti temporali (anni) ed applicare un bilancio di massa isotopico finalizzato alla quantificazione dei livelli di esposizione totale alla CO2 nel sito e dell'attività emissiva della sorgente fossile. Utilizzando gli individui cresciuti all'interno dell'area arricchita come indicativi dei contenuti isotopici dell'atmosfera del sito, quelli esterni all'area arricchita (punti terminali del transetto) come indicativi dei contenuti isotopici dell'atmosfera non arricchita (controllo) e, conoscendo le concentrazioni di CO2 atmosferica, è stato possibile eseguire la ricostruzione storica per un periodo compreso tra il 1964 ed 1998. I livelli totali di CO2 per il sito di Lajatico nell'intervallo considerato si attestano intorno ad un valore medio di 651±20 ppm ed è interessante notare come, intorno agli anni ottanta, si localizzi un picco (736±8 ppm) con un andamento regolare distribuito nell'intervallo 1970-1990, probabilmente dovuto all'incremento dell'attività emissiva della sorgente fossile che, pur stabilizzandosi intorno ad un valore medio di 320±21 ppm, rispecchia lo stesso comportamento dell'esposizione totale con un picco pari a 410 ppm nello stesso periodo.


Autore: Filippo Terrasi
Ordinario di Fisica Applicata ai Beni Culturali e Ambientali
Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli
Responsabile dell'Area Diagnostica del Centro di Competenza Regionale INNOVA



Scarica questo articolo nel tuo computer  
  

© 2005 Scienzaonline.com


Acquista il Cd-Rom di Scienzaonline
Acquista scienzaonline.com in Cd-Rom!

Elenco Materie

    Medicina
    Scienze Naturali
    Astronomia
    Paleontologia
    Archeologia
    Genetica
    Geologia
    Antropologia
    Matematica
    Fisica
    Chimica
    Epidemiologia
    Ambiente
    Malacologia
    Nucleare
    Tecnologia
    Etica
    Informatica
    Giochi e Rompicapi
    Eventi
    Sessuologia
    Botanica
    Zoologia


Link Partner

 Il Portale della Paleontologia Italiana Paleofox.com
 Agenzia Stampa Agenziastampa.org

   Autorizzazione del Tribunale di Roma n 293/2003 del 7/07/2003 Giornale a periodicità Mensile - Pubblicato a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50
   Direttore Responsabile: Guido Donati