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Articolo pubblicato il 17-02-2005
di Italo Biddittu
Direttore Museo Preistorico di Pofi
Numero 13 - Anno 2 17 Febbraio 2005
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L'Uomo del Circeo
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Il 24 febbraio 1939 lavori di scavo in proprietà Guattari al Monte Circeo, liberavano dai detriti un passaggio che immetteva in una grotta, all'interno della quale, in un ambiente denominato poi " antro dell'uomo", giaceva sull'antico suolo, uno tra i più bei crani umani di neandertaliano mai rinvenuti in Europa.
L'ottimo stato di conservazione derivava dal fatto che l'ingresso della grotta si era ostruito per una antica frana caduta poco tempo dopo che il cranio era stato trasportato nella grotta dalle iene, per la costante termica e per non essere stato seppellito dai detriti.
Considerazioni recenti fanno supporre che sia più verosimile l'ipotesi che il cranio umano sia stato portato all'interno della cavità dalle iene delle quali sono state trovate sulla superficie della grotta numerose coproliti (escrementi fossilizzati) e resti anatomici associati a ossa di cervo, bue, cavallo…
Alberto Carlo Blanc, studioso che per primo ha reso nota la scoperta, in seguito all'osservazione che la base del cranio presenta una erosione in corrispondenza del gran forame occipitale, formulò l'ipotesi che dopo la morte, l'individuo fosse stato sottoposto ad una operazione rituale di allargamento della base del cranio per l'estrazione del cervello.
Questa e altre ipotesi antiche e recenti sugli aspetti culturali e comportamentali dell'uomo di Neandertal hanno subito altalenanti interpretazioni da parte degli studiosi. Dal momento della sua scoperta, dal 1856 ad oggi, sull'uomo di Neandertal sono state fatte decine di ipotesi, dalle più assurde avanzate subito dopo la sua scoperta, fino ad altre ormai consolidate, anche se molto resta ancora da definire e da chiarire.
Il Professor Italo Biddittu nel suo studio!
Ma un grande avvenimento è ormai alle porte. L'anno prossimo ricorre il 150° anniversario della scoperta a Neandertal, presso Dusseldorf in Germania, dei resti umani che sono passati alla storia come "Uomo di Neandertal", il fossile umano più noto al mondo. Per l'occasione il Rheinisches LandesMuseum di Bonn, in collaborazione con il Museo di Neandertal a Mettman (aperto presso il sito dello storico rinvenimento) e l'Archaologisches
Museum di Herne, stanno organizzando, tra l'altro, una importante mostra dal titolo "Roots" in cui verranno esposti, oltre ai resti originali di Neandertal, anche numerosi resti fossili umani da tutto il mondo, dagli Australopiteci all'Homo sapiens, in una galleria che sarà la sintesi della storia naturale e culturale dell'uomo.
Si prevede che questa mostra, per l'impegno culturale ed economico previsto, rappresenti uno dei più importanti eventi culturali di questi ultimi anni nel settore della paleoantropologia.
Disegni di: Carlo Ranzi
Immagine in Alto: Ricostruzione dell'uomo di Neanderthal
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Autore: Italo Biddittu
Direttore Museo Preistorico di Pofi
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