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Articolo pubblicato il 17-11-2006
Autore: Comunicato stampa Greenpeace
Numero 33-34 - Anno 3
17 Novembre 2006
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Greenpeace: addio a tonno e pescespada se non si interviene
Dopo mesi di monitoraggio a bordo dell' Esperanza e della Rainbow Warrior(1)
nelle acque del Mediterraneo, Greenpeace lancia l’allarme estinzione per il tonno rosso.
Le attività di pesca interessano Francia, Spagna, Turchia, Giappone, Italia, e Guinea,
tutti paesi membri dell'Iccat, la Commissione Internazionale per la conservazione dei
tonni nell’Oceano Atlantico.
L’associazione ambientalista porrà la questione in cima
alla lista delle problematiche che affliggono i nostri mari durante il prossimo
incontro della Commissione che inizia domani a Dubrovnik.
Un rapporto di Greenpeace pubblicato a maggio ha mostrato che vengono catturati
tonni per il 50 per cento oltre il limite consentito, come confermato dal Comitato
Scientifico dell’Iccat.
“L’industria del tonno sta facendo una gara per catturare gli ultimi esemplari di
tonni rossi” dichiara Alessandro Giannì, responsabile campagna mare di Greenpeace.
“E’ un modo tragico di eliminare al tempo stesso una specie meravigliosa ed un’attività
di pesca che risale all’epoca dei Fenici”.
Greenpeace ha le prove che i pescherecci moderni, le cosiddette tonnare volanti,
usano aeroplani da ricognizione per avvistare i banchi di tonni, pescano in periodi
vietati e oltre i limiti consentiti. I risultati, purtroppo, si vedono: una potentissima
flottiglia di tonnare volanti, sorvegliata dalla Rainbow Warrior durante il picco della
stagione di pesca la scorsa estate, non è stata in grado per settimane di trovare
un solo tonno.
"Presenteremo all’ Iccat anche un documento sull’attività illegale delle spadare
italiane che abbiamo monitorato la scorsa estate. Queste reti, vietate dall’Onu,
dall’Ue e anche dalle leggi italiane continuano a pescare illegalmente pesce spada,
un’altra specie ittica in condizioni critiche, e ad uccidere cetacei e tartarughe marine"
continua Giannì.
Greenpeace chiede che l’ Iccat imponga il divieto assoluto di pesca durante il periodo
di riproduzione dei tonni e del pesce spada, creando una rete di riserve marine in
alto mare. La pesca illegale, delle spadare e di altri sistemi di pesca, deve essere
fermata, la quota di tonno deve essere dimezzata e devono essere definite delle taglie
minime ragionevoli per entrambe le specie.
Per il tonno, in particolare, è necessario
vietare il trasbordo delle catture in alto mare, tranne in alcune aree strettamente
sorvegliate, un sistema di osservatori a bordo che impedisca la pesca eccessiva e uno
stop agli allevamenti del tonno che sono una scappatoia per pescare oltre il lecito.
DIDASCALIA
1. Verso la fine del 1977 Greenpeace, con l'aiuto del WWF, acquistò un peschereccio e lo chiamò "Rainbow Warrior", traendo ispirazione da una profezia degli indiani Cree. Questa profezia diceva che sarebbe venuto un tempo in cui la terra sarebbe stata depredata di tutte le risorse, i fiumi avvelenati e i cervi sarebbero morti a migliaia. Ma un attimo prima che fosse troppo tardi, gli indiani avrebbero recuperato il loro spirito e insegnato ai bianchi il rispetto per la Terra, e insieme sarebbero diventati i "Guerrieri dell'Arcobaleno" (Rainbow Warriors).
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Autore: Comunicato stampa Greenpeace
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