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Articolo pubblicato il 17-10-2004
di Paola Franz
Numero 9 - Anno I 17 Ottobre 2004
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La mappa dell'inquinamento della Terra, grazie a SCIAMACHY, lo spettrometro di Envisat
(- ESA Livelli di NO2 sull'Europa http://www.esa.int/ -)
In soli 18 mesi le osservazioni raccolte da Envisat, il più grande satellite del mondo dedicato al monitoraggio ambientale, negli ultimi 18 mesi hanno permesso di creare una mappa atmosferica globale ad alta risoluzione dei livelli di diossido di azoto del nostro pianeta.
Envisat, è stato lanciato dall'ESA nel febbraio del 2002, è dotato di ben dieci strumenti scientifici fra cui uno spettrometro ad assorbimento per scansione di immagini, destinato alla cartografia atmosferica, SCIAMACHY (Scanning Imaging Absorption Spectrometer for Atmospheric Chartography ) che registra lo spettro della luce solare che penetra l'atmosfera su una gamma di lunghezze d'onda particolarmente ampia, consentendo il rilevamento di tracce di gas, ozono e gas correlati, nubi e particelle nell'intera atmosfera terrestre e riesce a esaminare l'intera superficie terrestre ogni sei giorni.
Lo strumento funziona misurando la luce solare, trasmessa, riflessa e dispersa dall'atmosfera terrestre o dalla superficie nella regione dell'ultravioletto, della radiazione visibile e in quella prossima agli infrarossi.
Dalle immagini si percepisce immediatamente quale sia l'impatto delle attività umane sulla qualità dell'aria. Va ricordato che la presenza del diossido di azoto (NO2) di produzione antropica (centrali elettriche, industrie pesanti, trasporto stradale, combustione di biomasse…) può determinare gravi danni polmonari e respiratori. Questo gas determina a livello della troposfera (parte dell'atmosfera situata tra gli otto e i sedici chilometri di quota) l'aumento della produzione di ozono.
Secondo Steffen Beirle dell'Istituto di fisica ambientale dell'Università di Heidelberg, responsabile della mappa, "L'elevatissima risoluzione spaziale di SCIAMACHY permette di catturare immagini del globo altamente dettagliate, arrivando a individuare persino singole sorgenti cittadine".
L'idea di SCIAMACHY è di John Burrows dell'Istituto di fisica ambientale dell'Università di Brema che l'ha concepito per primo, ora J. Burrows è il responsabile principale per il progetto.
(- ESA Mappa globale del diossido di azoto http://www.esa.int/ -)
Dalla mappa si rilevano elevate distribuzioni verticali di diossido di azoto in corrispondenza delle principali città del Nord America e dell'Europa, Città del Messico, le centrali a carbone del Sud Africa, situate in prossimità dell'altopiano orientale Highveld; mentre in Cina nordorientale, nell'Asia sudorientale e su gran parte dell'Africa si può invece notare la presenza di diossido di azoto prodotto dalla combustione di biomasse.
In alcune ubicazioni sono perfino visibili le scie prodotte dalle colonne di fumo delle navi che percorrono alcune rotte inviando una grande quantità di NO2 nella troposfera: Mar Rosso, Oceano Indiano e tra l'estremità meridionale dell'India e l'Indonesia.
Questo strumento è stato realizzato grazie al Centro aerospaziale tedesco (DLR), dall'Agenzia dei Paesi Bassi per i programmi aerospaziali (NIVR) e dal governo belga tramite il BIRA-IASB.
Steffen Beirle ha ribadito che "i risultati provenienti da questo e da altri sensori simili possono essere utilizzati per la previsione dell'ambiente chimico e della qualità dell'aria. Per ora ci concentriamo sull'uso dei risultati di SCIAMACHY per quantificare i contributi delle differenti sorgenti di ossidi di azoto - ad esempio la combustione di carburanti di origine fossile, la combustione di biomasse, i lampi - dato che specialmente l'ultima di queste fonti ha un valore ancora ampiamente incerto."
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Autore: Paola Franz
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