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Articolo pubblicato il 17-09-2006
di Fabio Pulito
Numero 31-32 - Anno 3
17 Settembre 2006
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L'uovo di colombo per la lotta alle zanzare
Combattere le zanzare con un dispositivo meccanico, senza l'ausilio di sostanze chimiche o
biologiche: ora si può. E' quello che sostiene la Sistemambiente S.r.l., un'azienda padovana che
ha recentemente lanciato sul mercato il Mosquito stopper, una soluzione innovativa contro la
proliferazione delle zanzare.
L'apparecchio consiste sostanzialmente di una zanzariera posta all'interno del tombino che
impedisce l'entrata alle zanzare che cercano di andare a deporre le uova, e l'uscita a quelle
eventualmente già presenti nel pozzetto.
La zanzariera è basculante, caratteristica fondamentale
che ne permette l'apertura per agevolare il corretto deflusso dell'acqua in caso di piogge
torrenziali o in presenza di detriti. Il sistema è inoltre dotato di uno speciale meccanismo
di sblocco che permette un eventuale rigurgito della rete fognaria.
Una soluzione semplice, ma anche efficace. E l'efficacia è stata confermata dal dipartimento di
Agronomia ambientale dell'Università di Padova, con cui la Sistemambiente ha condotto dei test nel
campeggio Marina di Venezia, situato in un'area duramente colpita dal problema delle zanzare.
Nelle caditoie scelte per l'installazione sono stati effettuati una decina di prelievi che hanno
rivelato la presenza complessiva di una sola larva. Da 20 a 100 il numero di larve riscontrato
invece nei prelievi effettuati nei tombini trattati con prodotti biologici.
La soluzione offerta dalla Sistemambiente presenta essenzialmente due punti di forza.
Il primo è di natura ecologica. Essendo basata su di un dispositivo meccanico realizzato tra
l'altro con un materiale plastico riciclabile, presenta impatto ambientale pressoché nullo.
La soluzione del problema ambientale è un fattore critico per quei comuni che utilizzano nella
lotta contro la proliferazione delle zanzare prodotti che rientrano nel raggio di azione della
direttiva 91/414/EEC e delle susseguenti regolamentazioni in materia di vendita ed utilizzo di
pesticidi.
Il secondo punto di forza è invece di natura economica. Il costo del dispositivo è di pochi euro al
pezzo ed i costi di manutenzione sono ridotti all'osso. A differenza dei metodi che utilizzano
agenti chimici o biologici, che necessitano di frequenti interventi per tutto il periodo
dell'ovulazione, i Mosquito stopper hanno bisogno di essere ispezionati una sola volta all'inizio
della stagione, ed eventualmente a campione dopo un nubifragio.
Essendo poi dei manufatti duraturi (la casa produttrice li garantisce per almeno 5 anni) anche i costi di sostituzione sono relativamente bassi.
I costi contenuti, la sicurezza del dispositivo e la semplicità delle attività di installazione
e manutenzione porterebbero benefici anche ai privati, che in alcuni comuni sono già tenuti a
trattare le caditoie presenti nelle aree di loro proprietà.
Si creerebbe quindi l'opportunità di
effettuare una politica integrata semplice, efficace e monitorabile tra comuni e privati.
Alcuni importanti comuni hanno già dimostrato il loro interesse verso questa soluzione.
A Treviso la Sistemambiente ha effettuato dei test durante tutta la stagione dell'ovulazione.
E anche a Rimini, in collaborazione con la C.A.A., alcuni tombini sono stati dotati di zanzariere e
monitorati per un periodo di circa 5 mesi.
In entrambi i casi i risultati sono stati estremamente
positivi, soprattutto nel confronto con i metodi attualmente utilizzati.
E' probabile quindi che nei prossimi mesi, soprattutto dopo l'entrata in vigore dei divieti all'uso
dei larvicidi chimici, il Mosquito stopper si faccia spazio come valida alternativa nella lotta
alle zanzare.
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Autore: Fabio Pulito
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