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Articolo pubblicato il 17-06-2005
Prof. Vittorio Marchi

Numero 17 - Anno 2
17 Giugno 2005





La lotta alle zanzare

VERSO UN MONDO LIBERO DAGLI ECCESSI:
INSETTI (ZANZARE ), VELENI, INFESTAZIONI, INSETTICIDI
CONTAMINANTI, SOSTANZE CHIMICHE E
TOSSICHE



Nel rapporto tra l’ uomo e l’ ambiente acquatico nelle aree costiere, stagnanti o paludose dei bacini interni del territorio della nostra penisola sono tuttora presenti aspetti conflittuali. Uno di questi ci porta al tema della lotta alle zanzare.

I recenti casi di interventi larvicidi ed adulticidi appaltati a ditte specializzate nella disinfestazione delle zanzare, tramite l’ uso di pompe a spalla, nebulizzatori, bracci telescopici montati su automobili fuoristrada e persino di aerei che usano il sistema aerosol, cause di danni ambientali incalcolabili, provocati principalmente dall’ uso di prodotti insetticidi ( “piretroidi” ), con inquinamento delle falde, riduzione della biodiversità, perdita di fertilità dei terreni, etc….)

con il loro insieme di ricadute sulla salute dell’uomo (aumento del tasso di tumori nella popolazione, aumento delle allergie e intolleranze alimentari, sclerosi a placche, diabete-B, Alzheimer e Parkinson) hanno evidenziato l’insostenibilità delle attuali e convenzionali metodiche nella lotta a questi insetti.

Come reazione a questi pericoli si è sviluppato negli utilizzatori un crescente interesse verso quello che è comunemente detto “ il formulato micro-biologico” BTI come soluzione integrativa e/o alternativa al contaminante trattamento chimico, alternativa ritenuta la giusta soluzione a queste problematiche ed allo strapotere delle multinazionali.

Ora, poiché per lo spopolamento delle zanzare e per l’ annientamento dei loro focolai gli interventi di settore sono effettuati in maniera indiscriminata con un largo impiego di contaminanti chimici, la domanda è: cos’è il biologico? Chi lo garantisce? Come viene controllato e qual è la serietà di tali controlli?

Intanto per un approfondimento dell’ argomento si rimanda alla consultazione del REACH (una proposta di regolamento europeo) che dovrebbe portare alla identificazione ed alla eliminazione progressiva dei prodotti chimici più dannosi alla salute.

E poi abbiamo ritenuto indispensabile valutare la lotta biologica ( organic in inglese o ecòlogica in spagnolo ) alle zanzare in una ottica critica cercando di individuare il raggiungimento dei risultati per mezzo di una produzione che permette di ottenere i prodotti senza l’ utilizzo, in nessuna fase di produzione, di sostanze chimiche di sintesi.

Evidenziando i limiti e le potenzialità di questo ultimo settore.

Negli ultimi 50 anni l’ uomo ha immesso nell’ ambiente 80.000 nuove sostanze chimiche, in gran parte tossiche, con una produzione che oggi si aggira sui 400.000 milioni di tonnellate l’ anno. E ne è interessato, per interconnessione indivisa, ogni angolo del pianeta.

REACH ( Registrazione, Valutazione ed Autorizzazione dei prodotti Chimici è la proposta di regolamento europeo che dovrebbe condurre all’ identificazione e all’ eliminazione progressiva dei prodotti chimici più dannosi alla salute. Se diventerà legge sarà fatta rispettare in tutti i paesi dell’ unione europea.

REACH inoltre modificherà non solo le leggi sui prodotti chimici, ma anche la produzione nei paesi fuori l’ Unione Europea.

Secondo la legge, tutti i produttori di sostanze chimiche sarebbero obbligati a trasmettere un dossier di registro con i dati sulla sicurezza ad una Agenzia Centrale preposta al controllo ( chiamata Agenzia Europea per la Chimica ).

Il Dossier è obbligatorio per le sostanze prodotte in quantità superiore alla tonnellata l’ anno. Meno informazioni vengono richieste alle sostanze prodotte con un più basso tonnellaggio annuale.. L’ Agenzia preposta al controlla valuta i dati della sicurezza per i prodotti chimici ad alto volume o per i prodotti che sono causa di preoccupazione.

Quelli che sono causa di forte preoccupazione devono essere eliminati e sostituiti da alternative più sicure, a meno che l’ industria non sia in grado di dimostrare di possedere un “controllo sufficiente” del rischio sull’ uso di tali sostanze o che il loro valore “socio-economico” supera il rischio associato.

Questo progetto di legge non è ancora sufficientemente efficace per proteggerci e pertanto va adeguatamente migliorato.


Tempo fa il WWF ha effettuato un bio-monitoraggio su 18 volontari ( 6 donne e 12 uomini ) scelti a caso nel mondo della politica (tra cui parlamentari e ministri dell’Ambiente europei) e dello spettacolo (tra cui alcuni giornalisti).

Ed ecco i risultati resi noti nel corso del convegno: “Sostanze chimiche e tossiche” , organizzato dal WWF presso l’ Istituto Superiore di Sanità:

  • tutti i soggetti sottoposti al test per scovare nel sangue sostanze tossiche di origine chimica sono risultati contaminati da metalli pesanti (piombo mercurio, cadmio);
  • nel 94,4% dei casi testati sono stati trovati PCB (( Policlorobifenili, classificati da IARC (International Agency for Research on Cancer) come “ probabili cancerogeni per l’uomo” ));
  • nel 91,6% c’ erano tracce di pesticidi clorurati (responsabili dell’ alterazione della fertilità e dell’ induzione di malformazioni );
  • nel 72,2% sono stati scovati idrocarburi policiclici aromatici (cancerogeni e mutageni);
  • nel 66,2% si sono trovate diossine (riconosciute come cancerogeno umano da IARC nel 1997 e noto interferente endocrino).
    In pratica nei soggetti sottoposti ad analisi sono stati individuati ben 65 contaminanti di provata tossicità, per un ammontare del 59% dei 111 inquinanti ricercati.

    Questi gli allarmanti risultati del campione umano testato. In media ogni volontario presentava nel sangue un contenuto di 47 contaminanti, mentre il soggetto più “colpito” ne possedeva 59.

    Desta stupore come un “vecchio contaminante” quale il PCB, che insieme al DDT non vengono più utilizzati da molti anni nelle nostre aree geografiche, siano stati rilevati ancora presenti, sia pure in tracce, nell’ organismo umano.

    Mentre al loro posto ne sono stati trovati altri, come il PBDE (Polibromodifenileteri) di cui non si conosceva la presenza nell’ uomo.

    Naturalmente gli anti-allarmisti osservano ed obiettano che il campione è limitato e che le concentrazioni tossiche ritrovate nei soggetti testati sono modeste e non indicano un danno “immediato” per l’ organismo.

    Il rilievo tuttavia non esclude che tutti questi contaminanti vengano considerasti potenziali “interferenti endocrini”, tossici per la tiroide e per il sistema immunitario. E che i primi a farne le spese e ad essere esposti ai maggiori rischi siano proprio i bambini.

    Cos’è il “biologico”?

    Si sviluppa attraverso un più corretto rapporto fra territorio e ambiente, nel rispetto della naturalità e della intangibilità di ogni ecosistema. Utilizza nel miglior modo possibile le catene biologiche della natura e valorizza al massimo le risorse territoriali, ambientali e naturali.

    Presta più attenzione ai possibili effetti negativi sulla salute dell’uomo e sull’ambiente.

    A differenza di quanto si possa credere, le pratiche alternative applicate non rappresentano un ritorno al passato, quando non esistevano sostanze chimiche di sintesi, ma un salto nel futuro.

    In questi ultimi anni infatti l'agroecologia ha messo a punto sistemi scientifici naturali di difesa dalle zanzare, ricorrendo al metodo larvicida naturale chiamato “gambusia affinis”, un pesciolino che è stato introdotto in Italia negli anni 20, per sconfiggere l’ anofele, che è poi il suo menù preferito.

    Gli effetti si sono visti. Per combattere i parassiti e questi insetti fastidiosi molto bene ha funzionato la lotta biologica. Ricordando che una soluzione integrativa è stata individuata anche inserendo i bacilli utili, tipo il Bacillus Thurigensis Israelensis, micro-organismi che determinano la morte della zanzara, o al limite le trappole ai ferormoni che attirano i maschi della specie o altre trappole ad emissione di CO2 , emanata dal ghiaccio secco e che attirano le zanzare femmine adulte.

    Queste soluzioni, in base a queste nuove tecniche di monitoraggio, hanno dato ottimi risultati e la loro efficacia è stata misurata sulla base della raccolta di una notevole minore quantità di zanzare che si registra nei giorni successivi al trattamento.


  • Autore: Prof. Vittorio Marchi


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