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Articolo pubblicato il 17-11-2005
di Guido Donati
Numero 22 - Anno 2 17 novembre 2005
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Allarme dalle montagne per la salute del pianeta e dell'umanità
Rilevati anche sul Monte Rosa elementi radioattivi derivati dai test nucleari effettuati fin dagli anni cinquanta da americani, russi e francesi e dall'incidente di Chernobyl, nonchè presenza di mercurio e di altri elementi tossici in alta quota
Le radiazioni ionizzanti sono fra le cause del cancro, se elementi radioattivi derivati da test nucleari (nucleare) sono ancora presenti in alta quota dopo 40 anni, vuol dire che quantità ben più grandi sono entrate nella catena alimentare e giunte a noi in tutto questo periodo determinando un aumento dei tumori.
Il 16 e 17 novembre a Roma a Palazzo Cornaro, si è svolto il summit dal titolo “Le montagne testimoni dei cambiamenti globali. Ricerche in Himalaya e Karakorum: il progetto Share Asia”, organizzato dal Comitato Ev-K²-CNR, promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e in collaborazione con l’Istituto Nazionale della Montagna (IMONT), è stato l'occasione di incontro e dialogo tra i maggiori esperti della ricerca meteo-climatica e ambientale fra cui il premio Nobel per la chimica Paul Crutzen, V. Ramanathan responsabile del progetto Abc (Atmospheric brown clouds) dell’Onu, gli esperti della Nasa W. Lau e C. Hsu, gli scienziati del Ceop (Coordinated enhanced observing period), della Wmo (World meteorological organization) e dell’Unep (United Nations environmental protection), di J.Shroeder e M.Bishop del Glims (Global ice monitoring from space), nonché i massimi esperti italiani
Durante il summit sono emerse molte notizie allarmanti, come ha ribadito Gianni Tartari, Presidente del Consiglio scientifico del Comitato Ev-K2-Cnr e coordinatore del Progetto Share-Asia, che ci debbono far riflettere sul dovere di informazione e sul bisogno di intervenire rapidamente per evitare una catastrofe a livello planetario, che probabilmente noi non vedremo ma che lasceremo in eredità ai nostri figli e nipoti. Carlo Barbante dell’Istituto di dinamica dei processi ambientali (Idpa) del Cnr di Venezia ha affermato di aver trovato tracce di trizio derivato dai test nucleari effettuati da americani, russi e francesi fra il 1959 e il 1963. “L’isotopo dell’idrogeno trovato potrebbe essere quello derivato dagli esperimenti effettuati in Algeria, ma non escludiamo che si tratti del deposito radioattivo di test compiuti in Kazakhistan o addirittura nel Pacifico, che grazie alle correnti ha percorso migliaia di chilometri” ha ribadito Barbante. Durante queste ricerche sono state trovate sul Monte Rosa anche tracce di Cesio 137 derivato dall’incidente nucleare di Chernobyl.
Sono stati trovati, anche ad alta quota, inquinanti quali il mercurio che è l'elemento non radioattivo più tossico e secondo solo al plutonio. L'inquinamento da mercurio soprattutto dopo lunghe esposizioni si rivela pericoloso per l’ambiente e gli organismi viventi. Il mercurio entra nella catena alimentare e si accumula negli organismi superiori in modo irreversibile arrivando all'uomo tramite i prodotti alimentari, soprattutto ittici, come avvenne in Giappone con la tristemente famosa malattia di Minamata (1953-60) (Attualità in Tema di Intossicazioni da metalli pesanti nei prodotti ittici G. Donati, E. Tedesco e F. Montauti Medicina Moderna Oggi Sett. 1985, p. 201-210), le patologie comparse in Iraq (1956-1960) e nel triangolo industriale di Priolo-Agusta-Melilli.
È stato dimostrato ampiamente che il mercurio, come altri inquinanti pericolosi, rilasciato da una centrale a carbone in Cina può depositarsi attraverso la pioggia sulla costa Pacifica degli Stati Uniti e quello prodotto negli Stati Uniti può essere trasportato dalle correnti atmosferiche fino al Mediterraneo e depositarsi in mare entrando nella catena alimentare con tutti i rischi connessi per la salute pubblica. In estate gli inquinanti provenienti dalle industrie del nord Europa, a causa delle correnti d’aria nord-sud, giungono sul Mediterraneo (Dynamics of Mercury Pollution on Regional and Global Scales)
Nel famoso osservatorio d’alta quota, Piramide dell’Everest, è stato rintracciato un particolato aereo di particelle sospese di Pm10 e Pm2,5 di origine antropogenica proveniente da fonti molto lontane. Vi sono molti inquinanti fino a 7000 metri d’altezza sia sul versante nord dell’Everest sia su quello sud del K2, in particolare sul lato rivolto al Pakistan vi è una forte presenza di pesticidi e ddt metabolizzato legato al trasporto a lunga distanza.
L'Atmospheric Brown Cloud (Abc), fenomeno meglio noto come nube marrone dell’Asia, che si alza dalle industrie cinesi e si distribuisce sul pianeta è altamente inquinante, provoca la contaminazione dell’aria ed è causa di numerose morti premature. L’incremento della popolazione asiatica, la sua espansione economica e modifica dello stile di vita, ha fatto crescere in maniera esponenziale la produzione e la domanda di energia che in dodici anni è raddoppiata; mediamente nel mondo questa domanda si raddoppiava ogni 28 anni. Secondo Paolo Gobbi del Cnr-Isac “Gli aerosol presenti in atmosfera e concentrati in nubi polverose di colore marrone assorbirebbero il 25 per cento della luce solare che intercettano. Di conseguenza l’atmosfera intorno a loro si riscalda, mentre contemporaneamente si abbassano le temperature sulla superficie”.
William Lau della Nasa afferma che ne derivano “variazioni significative, ma tutte da studiare, sui regimi delle precipitazioni”. Si è già visto che vi è un cambiamento del regime dei monsoni con la scomparsa di quelli forti e la persistenza solo di quelli deboli, con uno spostamento e diminuzione delle precipitazioni. La drastica diminuzione nelle regioni asiatiche della quantità di pioggia a lungo andare determinerà una riduzione significativa della disponibilità d’acqua e di risorse idriche con diffusone della siccità su larga scala e conseguente compromissione della produzione di alimenti, soprattutto grano e riso.
Il problema acquista anche una connotazione politica quando le modificazioni climatiche e gli inquinanti raggiungono Paesi che non ne sono la causa; vi sono, così, Paesi che subiscono gli effetti negativi del riscaldamento globale e quelli che subiscono l’effetto raffreddamento dovuto all’Abc. Il fenomeno dell'Atmospheric Brown Cloud è stato fotografato dai satelliti su Asia, Stati Uniti, Europa meridionale, e addirittura sull’Amazzonia.
I ricercatori, con una radiosonda posizionata a Nuova Dehli, hanno dimostrato che nell’ultimo decennio lungo il versante sud dell’Himalaya lo zero termico d’estate in atmosfera libera e la linea del fronte glaciale sono saliti di 100 -200 metri e sulle Alpi di 200 metri.
In particolare sull'India e sulla aree limitrofe è stata evidenziata un'ampia area dove la qualità dell'aria appare compromessa (http://www.rrcap.unep.org/abc/impactstudy/)
Distribuzione caratteristica delle temperature a ridosso della catena dell'Himalaya-Karakorum nell'autunno inoltrato. La figura mostra chiaramente l'effetto della barriera e dell'altipiano tibetano.(Immagine tratta da http://www.wunderground.com/global/IN.html)
Durante il convegno sono state aperte nuove frontiere di dialogo e di collaborazione tra la comunità scientifica e le istituzioni. Il Presidente Gianni Tartari ha affermato: "Il Progetto Share Asia entra nel Geoss (Global environment observation system of systems) e continuerà a svolgere un ruolo da protagonista nella modelizzazione dei processi idroclimatici legati alle previsioni della circolazione atmosferica globale e ai cambiamenti della disponibilità delle risorse idriche.
Come annunciato quest’oggi, il sito della Piramide, centro nevralgico degli studi del Comitato Ev-K2-Cnr, è stato inserito come Exploratory Site nella rete di monitoraggio del Atmospheric brown clouds (ABC). Un Progetto, promosso dall’ Unep, che andrà ad analizzare l’impatto degli inquinanti nella troposfera delle regioni asiatiche sul sistema fisico climatico regionale eglobale”; le cosiddette nubi marroni di differente origine e composizione, fotografate dai satelliti sopra l’Asia, l’Europa meridionale, gli Stati Uniti e persino l’Amazzonia. L’Italia ha dimostrato, nonostante la scarsa attenzione nei confronti della ricerca, un ruolo da protagonista in un settore di nicchia ma di sicuro interesse planetario”.
Le molteplici ricerche esposte hanno dimostrato, ancora una volta, quanto sia fondamentale per la nostra sopravvivenza continuare a lavorare in questa direzione.
http://www.montagna.org/
http://www.evk2cnr.org/
http://www.evk2cnr.org/it/coop1
http://www.inrm.it/
http://www.italiantartide.it/
http://www.pnra.it/
http://www.scienzaonline.com/ambiente/k2.html
http://www.scienzaonline.com/ambiente/zone-polari.html
http://www.scienzaonline.com/scienze-naturali/antarctica.html
http://www.agenziadistampa.org/scienza/ambiente/antarctica113.html
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Autore: di Guido Donati
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